Arquata del Tronto, avviati i lavori per la stabilizzazione del centro storico: un intervento da 71 milioni di euro
Arquata del Tronto inizia i lavori per la stabilizzazione del centro storico, un intervento da 71 milioni di euro per la ricostruzione.

Arquata del Tronto ha visto consegnati i lavori per la stabilizzazione del centro storico, un passaggio fondamentale per la ricostruzione del paese dopo il sisma del 2016. L’intervento, che ha richiesto un percorso lungo e tecnicamente complesso, entra finalmente nella fase operativa con un investimento complessivo di 71 milioni di euro. L’obiettivo è ricostruire un borgo che conservi la sua identità storica, ma con standard di sicurezza, sostenibilità e efficienza superiori a quelli del passato. Le attività di cantiere avranno inizio nei primi giorni di settembre, con un piano di lavoro che prevede un incremento progressivo del personale e delle attività.
Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha sottolineato che la consegna dei lavori segna un passaggio fondamentale per la rinascita di uno dei luoghi simbolo del sisma del 2016. “Vedere partire questi lavori significa dare sostanza a un impegno assunto con questa comunità: ricostruire il suo borgo e restituirle il futuro che attende da troppo tempo”, ha dichiarato. L’obiettivo è non solo ricostruire, ma anche restituire il paese agli arquatani, con un progetto che unisce tecnologia, sicurezza e rispetto per la storia.
Un progetto tecnico e scientifico di alto livello
L’intervento è stato redatto dall’USR Marche, con il supporto tecnico-scientifico di Eucentre, centro di competenza del Dipartimento di Protezione Civile, e con la collaborazione di diverse università e istituzioni. Il progetto include la realizzazione di micropali verticali e inclinati per il consolidamento della strada provinciale e della viabilità di accesso al capoluogo. Contestualmente, saranno costruiti due grandi pozzi sotterranei in cemento armato, da cui partirà un sistema di 328 tiranti attivi permanenti per un totale di 12.970 metri, destinati a garantire il consolidamento profondo della collina su cui sorge il borgo.
La stabilizzazione del centro storico rappresenta un presupposto indispensabile per la ricostruzione degli edifici pubblici e privati dell’antico incasato. L’intervento include anche la realizzazione e il rifacimento delle strade, delle reti fognarie, idriche ed elettriche, nonché la costruzione di cunicoli tecnologici ispezionabili per facilitare la manutenzione delle infrastrutture nel tempo. L’obiettivo è creare un ambiente urbano più sicuro, sostenibile e efficiente, con un sistema di isolamento sismico che eleva significativamente il livello di protezione del nuovo centro storico.
Un lavoro di squadra per un risultato di portata nazionale
Il progetto ha visto la collaborazione tra la Struttura commissariale, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, il Comune, i tecnici, le imprese e tutte le istituzioni coinvolte. Il sindaco Michele Franchi ha espresso soddisfazione per l’avvio dei lavori, sottolineando che “finalmente tocchiamo con mano la ricostruzione del borgo di Arquata”. L’intero intervento rappresenta una delle sfide più complesse e simboliche dell’intera ricostruzione post sisma, con un impatto significativo non solo per il territorio, ma per l’intero Appennino centrale. La consegna dei lavori segue la conclusione, lo scorso 19 agosto, dell’ultimo tavolo tecnico dedicato alla verifica del progetto esecutivo. Le soluzioni progettuali individuate sono state ritenute tecnicamente rispondenti agli obiettivi dell’intervento e, dopo il completamento delle ultime integrazioni documentali, economiche e relative alla sicurezza, si entra ora nella fase operativa. Le prime lavorazioni interesseranno il consolidamento della strada provinciale e della viabilità di accesso al capoluogo, attraverso la realizzazione di micropali verticali e inclinati.
La Ricostruzione di Arquata è un progetto che unisce tecnologia, sicurezza e rispetto per la storia.
Il lavoro di squadra ha permesso di raggiungere un risultato di portata nazionale.
