John Galliano rinuncia alla mostra al Met dopo le polemiche per le frasi antisemite

John Galliano annulla la mostra al Met per le sue frasi antisemite e razziste. La decisione è stata apprezzata da esponenti della comunità ebraica.

John Galliano annuncia la cancellazione della mostra al Metropolitan Museum of Art a New York dopo le polemiche per le sue frasi antisemite
John Galliano annuncia la cancellazione della mostra al Metropolitan Museum of Art a New York dopo le polemiche per le sue frasi antisemite

John Galliano ha deciso di annullare la mostra in suo onore al Metropolitan Museum of Art di New York, dopo le polemiche scatenate dalle sue frasi antisemite e razziste. La retrospettiva, prevista per la primavera del 2027, non si terrà, a causa del crescente dibattito sulla sua storia personale e professionale. L’annuncio, pubblicato sul profilo Instagram dello stilista, ha suscitato reazioni sia positive che critiche, con la presidente del Consiglio municipale di New York, Julie Menin, che ha espresso soddisfazione per la decisione.

Un passo indietro per il rispetto delle comunità

«Il pentimento non si raggiunge con una mostra», ha scritto Galliano, spiegando che non vuole mettere il Met in una posizione difficile né permettere che il dibattito sulla sua persona oscuri il lavoro del Costume Institute. Lo stilista ha riconosciuto la responsabilità del dolore causato dalle sue parole passate, in particolare per le comunità ebraiche e asiatiche, e ha ribadito il proprio dispiacere. Non cerca di archiviare il passato, ma lo integra nella sua responsabilità personale.

Un percorso di riabilitazione lungo quindici anni

Le frasi antisemite pronunciate da Galliano nel 2011, durante un episodio che lo vide allontanarsi da Dior e condannato in Francia, hanno pesato ancora oggi. Lo stilista ha spiegato di aver affrontato un percorso di riabilitazione dall’alcolismo, dialogando a lungo con rabbini e leader della comunità ebraica. «Ho compreso che una vera espiazione non può essere raggiunta attraverso una mostra, un riconoscimento istituzionale o un singolo gesto pubblico», ha scritto, sottolineando che la responsabilità è un processo continuo, non un evento isolato.

La decisione di annullare la mostra è arrivata dopo che l’annuncio della retrospettiva aveva riacceso il dibattito sulla possibilità di celebrare pubblicamente Galliano, a quindici anni dallo scandalo. La scelta del Met aveva suscitato entusiasmo nel mondo della moda, ma anche forti critiche, in particolare da esponenti della comunità ebraica. La mostra avrebbe riunito abiti, accessori, schizzi e materiali d’archivio, ma il dibattito si è spostato sulla sua vicenda personale. Galliano ha voluto evitare che il dibattito oscuri il lavoro del Costume Institute, che ha accolto la sua decisione e annuncerà un nuovo progetto.

La rinuncia arriva in un momento in cui l’antisemitismo è un tema di forte dibattito a livello internazionale. «Con l’antisemitismo a livelli critici, l’omaggio del Met a John Galliano in questo momento era un errore», ha dichiarato Jonathan Greenblatt, a capo dell’Anti-Defamation League. La decisione di Galliano non solo risponde alle critiche, ma anche a una situazione sociale complessa. La mostra, che avrebbe dovuto essere la terza dedicata a uno stilista ancora in vita, non si terrà. Galliano ha espresso gratitudine per il sostegno ricevuto dal Met e da altre figure del mondo della moda, ma ha scelto di rinunciare per evitare di mettere in discussione il lavoro del Costume Institute. La sua decisione, maturata dopo un confronto con l’istituzione e con le persone coinvolte, riflette un impegno personale e un rispetto per le comunità colpite.