Marco Ghiselli, radiografo in Islanda: “Qui contano davvero le mie competenze”

Marco Ghiselli, radiografo in Islanda, racconta come la sua vita sia migliorata dopo anni di difficoltà in Italia.

Marco Ghiselli, radiografo in Islanda, racconta la sua esperienza di lavoro e come la sua vita sia migliorata
Marco Ghiselli, radiografo in Islanda, racconta la sua esperienza di lavoro e come la sua vita sia migliorata

Marco Ghiselli, radiografo in Islanda, racconta come la sua vita sia migliorata dopo anni di difficoltà nel sistema sanitario italiano. Dopo oltre dieci anni trascorsi nel Paese nordico, il 30 agosto 2026, il professionista ha espresso soddisfazione per la sua situazione attuale, affermando che “qui contano davvero le mie competenze”. La sua storia è un esempio di come la professionalità e l’esperienza possano aprire nuove porte, anche lontano da casa.

Un percorso di studi e lavoro in Italia

NATO a Rovigo nel 1983, Marco Ghiselli ha formato la sua carriera all’Università di Ferrara, dove ha conseguito una laurea in Scienze Biologiche e una seconda in Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia. Negli anni successivi ha continuato a investire sulla sua formazione, ottenendo anche un Master in Ecografia. Nonostante gli studi e il volontariato svolto all’ospedale di Ravenna, il lavoro stabile sembrava sempre fuori portata. Durante il tirocinio, ha sentito spesso dire che per lavorare nel pubblico bisognava fare volontariato, farsi vedere o avere conoscenze. “Credevo fosse un’esagerazione, e invece era tutto vero”, ha raccontato. Questa realtà lo ha spinto a cercare alternative fuori dall’Italia, decidendo di guardare oltre i confini nazionali nel 2014.

Un primo passo in Dublino

La prima tappa fu Dublino, dove ha lavorato nel customer service mentre attendeva il riconoscimento professionale necessario per esercitare la sua professione sanitaria. Un periodo non semplice, segnato da pratiche burocratiche e documenti da tradurre e certificare, ma che gli ha permesso di aprire nuove prospettive. “Mi chiedevo come fosse possibile. Come può un neolaureato avere esperienza se nessuno gli dà la possibilità di iniziare?” Questo paradosso lo ha spinto a cercare nuove opportunità, portandolo in Islanda nel gennaio 2015. Lì, il primo giorno di lavoro, è stato accolto da una collega che lo abbracciò e gli disse semplicemente: “Abbiamo bisogno di te”. “Mi colpì tantissimo”, ha ricordato. “In quel momento capii che ero arrivato in un posto dove contavano davvero le mie competenze.”

Una vita migliorata grazie al merito

Da allora, Marco Ghiselli ha trovato stabilità e riconoscimento professionale in Islanda. La sua esperienza è un esempio di come il sistema sanitario islandese valorizzi le competenze e l’esperienza, a differenza di quanto avveniva in Italia. “Quando spiegai che in Italia avevo lavorato gratis per fare esperienza, non capivano”, ha detto. “Qui la mia vita è migliorata.” La sua storia rappresenta una testimonianza di come la professionalità e l’esperienza possano aprire nuove porte, anche lontano da casa. Un percorso che ha visto l’abbandono di anni di studi, concorsi e tentativi di trovare una stabilità professionale in Italia, per arrivare a un posto dove il merito è riconosciuto e valorizzato.