USA esauriti sul fronte orientale: la Cina rafforza la presenza in mare

Usa esauriti sul fronte orientale: la Cina rafforza la presenza in mare

Navi cinesi pattugliano mare conteso, Usa esauriti su fronte orientale
Navi cinesi pattugliano mare conteso, Usa esauriti su fronte orientale

La guerra in Iran ha messo in luce un limite per gli Stati Uniti: il loro arsenale di armi e munizioni sta esaurendosi, e il fronte orientale appare nudo. La Cina, intanto, rafforza la sua presenza in mare, con esercitazioni militari in zone contese. La situazione, che coinvolge Taiwan, il Pacifico e l’Indo-Pacifico, si fa sempre più complessa e preoccupante.

Armamenti in calo, USA non hanno più scorte sufficienti

Gli Stati Uniti hanno utilizzato più di mille missili Tomahawk in Iran, riducendo drasticamente le scorte disponibili. Le forniture di armi e munizioni per gli alleati sono in diminuzione, e il Congresso non ha ancora stanziato fondi a sufficienza. «Tutto il mondo ne è consapevole», ha detto John Ferrari, esperto di sicurezza. La situazione ha reso più difficile mantenere una deterrenza credibile contro la Cina e la Corea del Nord, che rafforzano la loro postura militare. La guerra in Iran ha mostrato agli Stati Uniti un limite che sembrava invalicabile: combattere una guerra alla volta. La mancanza di scorte di missili ha limitato le opzioni militari del presidente. «La strategia militare e i finanziamenti erano stati concepiti per accumulare scorte sufficienti per una sola guerra breve», ha detto Ferrari.

La Cina si espande in mare, USA riducono la presenza

Nella regione che va dalla Nuova Zelanda alla Corea del Nord, gli Stati Uniti hanno 66 basi militari, ma la presenza in mare è ridotta. La Marina statunitense dovrebbe inviare un’altra portaerei nel Pacifico nei prossimi due mesi, ma il numero di navi disponibili è inferiore a quello previsto. Intanto, la Cina ha rafforzato la sua presenza in mare, con esercitazioni in zone contese come Scarborough Shoal e attività navali vicino all’isola giapponese di Okitonori.

La guerra in Iran ha spostato il focus strategico, e la mancanza di scorte di missili ha limitato le opzioni militari del presidente. Un funzionario USA ha riferito al Washington Post che 30 navi militari che dovrebbero essere nel Pacifico sono state destinate a pattugliare l’area intorno a Hormuz. La situazione preoccupa anche gli alleati nell’area dell’Indo-Pacifico, che temono una escalation a Taiwan. La Cina considera l’isola una provincia ribelle, e la posizione di Trump, che ha espresso «obbedienza cieca» a Xi Jinping, ha reso più complessa la situazione. «Non voglio l’indipendenza di Taiwan», ha detto Trump, un commento che ha alimentato tensioni.

La guerra in Iran ha portato a un caos geopolitico, con Marines esasperati e famiglie infuriate. La mancanza di risorse e la riduzione della presenza militare USA hanno reso la strategia di difesa più fragile. La Cina, con la sua espansione in mare, sembra essere in posizione di forza, mentre gli Stati Uniti si trovano a fare compromessi strategici. La situazione è in evoluzione, e il futuro dipende da come gli Stati Uniti gestiranno la crisi.