Piano Mattei, pochi progetti conclusi e risorse non utilizzate
Il Piano Mattei, lanciato due anni fa, mostra risultati limitati e una gestione delle risorse poco trasparente.

A oltre due anni dal lancio, il Piano Mattei appare come un progetto di grande ambizione, ma con pochi risultati concreti e molte risorse ancora in attesa di utilizzo. Il governo italiano, che lo ha presentato come un’opzione per migliorare il rapporto con l’Africa e arginare i flussi migratori, ha mobilitato decine di progetti e miliardi di finanziamenti, ma i dati mostrano un quadro non allineato con le promesse iniziali.
Progetti in corso, pochi conclusi
Al momento, i progetti pubblicati sono 76, di cui 15 approvati, 3 conclusi e 3 formulati. La maggior parte dei finanziamenti è destinata a settori come energia, infrastrutture e agricoltura, aree in cui le aziende italiane, come Eni, trovano opportunità di investimento. Tuttavia, solo tre progetti sono stati completati, e la maggior parte dei fondi rimane ancora in fase di pianificazione o in attesa di approvazione. La gestione dei fondi non è allineata con le promesse iniziali. Il governo ha mobilitato miliardi di euro, ma i progetti concreti restano limitati. La mancanza di trasparenza e di misure di salvaguardia per gli africani ha sollevato preoccupazioni tra ONG e osservatori.
Finanziamenti limitati e trasparenza in discussione
Nonostante l’ambizione iniziale di raccogliere finanziamenti da partner internazionali, solo due Stati, gli Emirati Arabi Uniti e la Danimarca, hanno effettivamente stanziato fondi al fondo multilaterale “Mattei Plan-Rome process financing facility”. Abu Dhabi ha deciso di versare 25 milioni di dollari, ben lontano dai 100 milioni annunciati nel luglio 2023. La mancanza di trasparenza e di misure di salvaguardia per gli africani ha sollevato preoccupazioni tra ONG e osservatori.
La relazione presentata al Parlamento è arrivata puntuale, ma non è sufficiente. «Servono elementi tecnici, indicatori, delibere dei progetti, documenti che fanno capire come questi finanziamenti stanno avanzando», spiega Cristiano Maugeri di ActionAid. Il Piano Mattei è stato presentato come un’operazione di brandizzazione, con l’obiettivo di posizionare l’Italia come partner strategico in Africa. Tuttavia, i dati mostrano un’implementazione limitata e una gestione delle risorse non allineata con le promesse iniziali. Il governo ha utilizzato il piano per promuovere il proprio impegno internazionale, ma i risultati concreti restano scarsi.
La gestione centralizzata del piano ha ridotto la trasparenza. La regia sulla quota del Fondo italiano per il clima destinata al Piano Mattei si è spostata dal Mase verso Palazzo Chigi. Il governo definisce il suo progetto più ambizioso come «operativo e funzionante» e con «risultati reali e misurabili». Ma sulla carta è solo un ottimo brand. La mancanza di misure di salvaguardia per gli africani e la gestione centralizzata del piano, con decisioni prese da Palazzo Chigi, ha sollevato critiche. La trasparenza rimane un tema cruciale, e il governo dovrà dimostrare che i fondi stanziati non si traducono solo in numeri, ma in risultati concreti per il continente africano.
