Violenze in crociera, il tribunale archivia per difetto di giurisdizione
Una giovane donna denuncia violenze subite in crociera, ma il tribunale italiano archivia il caso per difetto di giurisdizione.

Sofia, una 21enne di Foggia, ha denunciato violenze subite durante una crociera, ma il caso è stato archiviato dal Tribunale di Foggia per difetto di giurisdizione. I giudici non sono titolati a indagare né a esprimersi, poiché i fatti sono avvenuti in acque internazionali e la nave batte bandiera panamense. La donna, che vive a Ascoli Satriano, ha raccontato di essere stata picchiata dal fidanzato durante il viaggio, ma non ha potuto ottenere giustizia in Italia. Sofia ha deciso di denunciare pubblicamente la situazione, sperando di attirare l’attenzione su un “buco nero” della giustizia.
Un’escalation culminata in violenze gravi
La donna ha ricostruito l’episodio avvenuto un anno e mezzo fa, quando era fidanzata con un uomo di Foggia, una decina di anni più grande. La crociera era regalata dalla madre del suo ex fidanzato, ma non è stato un viaggio sereno. Sofia ha descritto un’escalation di violenze, culminata in una notte in cui è stata picchiata e quasi sfracellata. “L’ultima sera, dopo cena, mi inizia a prendere a schiaffi, io cado perché le gambe non mi reggono, e inizia a prendermi a calci e pugni”, ha raccontato. La donna ha subito danni fisici gravi, con occhio gonfio, labbro interno spaccato e ecchimosi sul corpo. Ha cercato aiuto, ma non ha trovato supporto.
La giustizia non ha risposto alle sue richieste.
Un caso archiviato per difetto di giurisdizione
Il Tribunale di Foggia ha archiviato la querela sporta dai carabinieri, poiché i fatti sono avvenuti in acque internazionali e la nave era registrata a Panama. L’avvocato di Sofia, Giuseppe Potenza, ha spiegato che la procura si è attivata, ma il limite del difetto di giurisdizione era “invalicabile”. La donna ha espresso disappunto e frustrazione: “Non so più a chi chiedere aiuto, non è normale che un delinquente passeggi ancora per Foggia senza una misura cautelare e io da vittima sto pagando ancora”. Sofia ha inviato una lettera a diversi media, chiedendo intervento da parte del presidente della Repubblica e della presidente del Consiglio.
La situazione di Sofia rappresenta un caso limite, in cui la legge non ha offerto una soluzione. L’avvocato ha sottolineato che non è stato attivato alcun altro percorso per “sorvegliare” la situazione. La donna, pur consapevole delle difficoltà, continua a sperare in una risposta. “Non è normale che un delinquente passeggi ancora per Foggia senza una misura cautelare”, ha detto. Sofia ha chiesto aiuto, ma non ha ricevuto risposte. Il suo caso è diventato un appello per una giustizia più efficace, in grado di proteggere le vittime anche quando i fatti si svolgono al di fuori dei confini nazionali.
La donna ha anche raccontato di aver subito danni fisici gravi, con ecchimosi sul corpo e dolori pesanti. Ha riferito di essere andata al pronto soccorso dell’ospedale Riuniti di Foggia, dove i sanitari hanno attivato il codice rosso e hanno refertato tre giorni di prognosi. La querela è stata sporta ai carabinieri, ma il caso è stato archiviato per difetto di giurisdizione. Sofia ha espresso la sua frustrazione e il suo desiderio di giustizia, ma non ha ricevuto risposte. Il suo caso è diventato un appello per una giustizia più efficace, in grado di proteggere le vittime anche quando i fatti si svolgono al di fuori dei confini nazionali.
La situazione di Sofia rappresenta un caso limite, in cui la legge non ha offerto una soluzione. L’avvocato ha sottolineato che non è stato attivato alcun altro percorso per “sorvegliare” la situazione. La donna, pur consapevole delle difficoltà, continua a sperare in una risposta. “Non è normale che un delinquente passeggi ancora per Foggia senza una misura cautelare”, ha detto. Sofia ha chiesto aiuto, ma non ha ricevuto risposte. Il suo caso è diventato un appello per una giustizia più efficace, in grado di proteggere le vittime anche quando i fatti si svolgono al di fuori dei confini nazionali.
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