Iran e tensioni in Europa: «Ipotesi irrealistica», ma NATO «è pronta»

L’Iran valuta attacchi in Europa, ma Nato respinge l’ipotesi. Tensioni con Usa e Golfo.

Iran e tensioni in Europa: missili e minacce, reazioni internazionali
Iran e tensioni in Europa: missili e minacce, reazioni internazionali

L’Iran ha valutato l’ipotesi di colpire obiettivi militari statunitensi su suolo europeo, ma la NATO ha definito la minaccia «irrealistica» e ha espresso prontezza per difendere gli alleati. Gli Emirati Arabi Uniti, il paese del Golfo più colpito da attacchi iraniani durante la guerra con Israele e gli USA, hanno deciso di sospendere tutte le transazioni economiche e finanziarie con la Repubblica Islamica a causa del lancio di due missili contro il traffico marittimo. I missili, secondo quanto riferito dalle autorità emiratine, sarebbero caduti in mare senza causare danni. L’Iran ha risposto alle accuse definendole «senza fondamento» e ha intimato ai paesi del Golfo, che ospitano basi militari americane, di astenersi dall’aiutare Washington, altrimenti parteciperebbero attivamente alle operazioni statunitensi.

La NATO: «è pronta ad affrontare qualsiasi minaccia»

La NATO ha reagito alla notizia, diffusa dal Financial Times, sottolineando che la sua capacità di deterrenza e difesa è «solida ed efficace». Un funzionario dell’Alleanza atlantica ha affermato che la NATO ha intercettato con successo missili balistici diretti dall’Iran in Turchia in quattro diverse occasioni nei primi mesi di quest’anno. La minaccia di un allargamento della guerra a zone sinora toccate marginalmente riflette la volontà di Teheran di rispondere con toni di sfida alla postura sempre più aggressiva del presidente USA Donald Trump, che ha affermato che lo stretto di Hormuz è aperto, contraddicendo quanto detto dall’Iran. Trump ha anche ordinato di sospendere i contatti con i negoziatori iraniani, ma ha poi contraddetto se stesso dicendo di poter essere disponibile a riprenderli in futuro.

La fonte diplomatica ha spiegato che l’ipotesi di attacchi in Europa «sembra più un batti e ribatti, un innalzamento dei toni dovuto alla posizione sempre più belligerante di Trump». La fonte ha valutato che, al netto dei danni causati dai raid americani e israeliani precedenti, l’ipotesi è «abbastanza irrealistica». Inoltre, la capacità offensiva dei missili sarebbe ridotta a causa della distanza, con un carico di esplosivo minore e una maggiore probabilità di colpire zone abitate, causando centinaia di morti. Attaccando più lontano si devono assumere un rischio strategico di non poca rilevanza e non credo che gli iraniani abbiano la forza politica di poterselo assumere in questo momento.

Un rischio strategico per l’Iran

Le tensioni con Teheran stanno riguardando da vicino anche i paesi limitrofi. In febbraio, Washington ha accusato l’Iran di aver lanciato missili contro la base angloamericana Diego Garcia, situata nell’Oceano Indiano a circa 4mila chilometri, ma nessuno dei missili è andato a segno. Intanto, i raid israeliani su Gaza hanno ucciso almeno dieci persone e ferito altre 15, secondo i media palestinesi. L’esercito israeliano (Idf) ha affermato che i bombardamenti erano mirati ad eliminare miliziani di Hamas. L’Idf ha inoltre confermato per la prima volta di aver aperto il fuoco sulla macchina dove si trovava Hind Rajab, una bambina palestinese, rimasta uccisa insieme ad altri sei parenti a Gaza nel 2024.

La piccola era inizialmente sopravvissuta e rispose a una telefonata del centro di soccorso palestinese, in cui la bambina chiese aiuto per ore. La Mezzaluna Rossa Palestinese mandò un’ambulanza, in coordinamento con l’Idf, in soccorso ma fu bombardata. I due paramedici a bordo morirono. Il corpo di Hind fu trovato giorni dopo insieme a quello dei suoi parenti. Una storia drammatica raccontata nel film La voce di Hind Rajab, nominato agli Oscar e uscito l’anno scorso, in cui si ascoltano le vere registrazioni audio originali della bambina, tratte dalle chiamate telefoniche reali fatte alla Mezzaluna Rossa.