Clausola energia UE: via libera a pompe di calore e nucleare. Il fondo da 14 miliardi salva la Manovra

L’UE concede deroghe per pompe di calore e nucleare, permettendo al governo Meloni di salvare la Manovra senza sconti sulla benzina.

Bruxelles concede deroghe per pompe di calore e nucleare, permettendo al governo di salvare la Manovra senza ridurre le accise sulla benzina
Bruxelles concede deroghe per pompe di calore e nucleare, permettendo al governo di salvare la Manovra senza ridurre le accise sulla benzina

La Commissione Europea ha reso possibile l’accesso a un fondo di circa 14 miliardi di euro, destinato a sostenere interventi energetici e a salvaguardare la Manovra finanziaria del governo Meloni. La decisione, resa nota il 18 agosto 2026, apre la strada a misure come la sostituzione delle caldaie a combustibili fossili con pompe di calore e l’investimento in centrali nucleari, senza ridurre le accise sulla benzina. L’obiettivo è scongiurare tagli alla spesa e aumenti fiscali, permettendo al governo di confermare misure strutturali come la detassazione dei premi di produzione e il taglio delle aliquote Irpef.

Deroghe per pompe di calore e nucleare

La clausola di salvaguardia nazionale, resa più flessibile, permette agli Stati membri di utilizzare fondi e ricorrere al debito per contrastare il caro energia. Tra le novità, sono previsti incentivi fino al 100% del costo per la sostituzione delle vecchie caldaie con pompe di calore, accompagnati da agevolazioni sull’Iva e bonus per il solare fotovoltaico. Inoltre, sono previsti contributi per le colonnine di ricarica domestica e la partecipazione alle comunità energetiche. Tra le novità più significative, è stato incluso un capitolo dedicato agli «investimenti in centrali nucleari», un settore che aveva visto limitazioni in passato.

La decisione è fortemente voluta da Paesi come Italia e Spagna, che hanno cercato di scongiurare tagli alla spesa e aumenti fiscali.

Un doppio binario per la Manovra 2027

L’operazione si basa su un doppio binario: da un lato, circa 14 miliardi derivanti dalla flessibilità energetica, suddivisi in 7 miliardi destinati al caro energia e 7 di scomputi contabili. Dall’altro, la gestione dei 24 miliardi del Pnrr, racchiusi in strumenti finanziari con scadenza estesa al 2029, coordinati dal lavoro svolto dal ministro Raffaele Fitto a Bruxelles. L’Esecutivo conta di racimolare almeno la metà delle risorse per coprire una Finanziaria stimata complessivamente attorno ai 30 miliardi di euro.

Per accedere alle deroghe, gli Stati dovranno presentare stime dettagliate e dimostrare l’efficacia dei progetti. I rendiconti sulle spese sostenute dovranno essere aggiornati regolarmente prima dei due cicli annuali di sorveglianza di bilancio dell’Unione Europea, stabiliti per il 15 aprile e il 15 ottobre. La Commissione Europea ha previsto le raccomandazioni a settembre, in vista dell’Ecofin di ottobre.

Le limitazioni e le esclusioni

La decisione non include sussidi regressivi come la costruzione di piste ciclabili, gli incentivi per l’acquisto di bici elettriche e gli sconti sulle accise di benzina e gasolio. L’impatto sulla Manovra 2027 è significativo, poiché permette al governo di salvare le misure strutturali senza ridurre le tasse o tagliare la spesa. La misura, fortemente voluta da Paesi come Italia e Spagna, offre alla maggioranza le coperture necessarie per confermare le misure sulle buste paga. La Commissione Europea ha reso nota la sua decisione in vista dell’Ecofin di ottobre, con l’obiettivo di garantire una gestione finanziaria stabile e sostenibile per il prossimo anno. La flessibilità sul Patto di stabilità, resa possibile grazie alle nuove deroghe, rappresenta un passo importante per il governo Meloni, che cerca di bilanciare le esigenze economiche e sociali del Paese.