La più grande mappa 2D dell’universo rivela nuovi dettagli su materia e energia oscura

La più grande mappa 2D dell’universo, con 4 miliardi di oggetti, aiuta a studiare materia e energia oscura.

Mappa 2D dell’universo con 4 miliardi di oggetti celesti, accessibile online
Mappa 2D dell’universo con 4 miliardi di oggetti celesti, accessibile online

La più grande mappa bidimensionale dell’universo, realizzata da un team di oltre 160 scienziati, ha reso disponibili dati che coprono quasi quattro miliardi di oggetti celesti e sono stati catalogati in un atlante di oltre cinquemila miliardi di pixel. L’evento, avvenuto il 10 agosto 2026, segna un passo significativo nella ricerca astronomica, con dati utilizzabili per studiare la materia oscura e l’energia oscura. La mappa, accessibile online, è frutto di tre survey celesti condotte da terra e integrate con dati satellitari. La sua pubblicazione rappresenta un’importante risorsa per la comunità scientifica e per chiunque sia interessato all’osservazione del cielo.

Un’opera collettiva di scienziati internazionali

La mappa è stata realizzata grazie al lavoro di oltre 160 scienziati che hanno contribuito alla raccolta dei dati, mentre un team di venti ricercatori ha curato l’elaborazione finale. I dati provengono da tre survey: la Dark Energy Camera Legacy Survey (Decals), la Mayall z-band Legacy Survey (Mzls) e la Beijing-Arizona Sky Survey (Bass). Queste iniziative, condotte con telescopi come il Victor M. Blanco e il Nicholas U. Mayall, hanno permesso di creare un mosaico omogeneo che unisce esposizioni ottenute in diverse condizioni atmosferiche. Il risultato è un’immagine del cielo che copre tre quarti del cielo e offre una visione dettagliata di galassie, stelle e altri oggetti celesti.

La mappa è accessibile a tutti, grazie a un tool online che permette di esplorare il cielo e di cercare galassie e oggetti celesti. Grazie al Legacy Survey Sky Viewer, ricercatori e curiosi possono ingrandire regioni del cielo, cliccare sui singoli oggetti per osservare i dati del catalogo e studiare fenomeni come lenti gravitazionali o supernove. Questo strumento rende la mappa non solo una risorsa scientifica, ma anche un’opportunità per il pubblico di scoprire le meraviglie dell’universo.

Un’arma per la ricerca cosmologica

I dati della mappa sono stati utilizzati per produrre un catalogo di puntamento per lo spettrografo Desi, che misura i redshift e costruisce mappe 3D dell’universo. Queste mappe sono essenziali per comprendere l’energia oscura, una delle forze più misteriose dell’universo. «Per il nostro team, questi dati sono fondamentali per lo studio della storia dell’espansione dell’universo e della formazione della nostra galassia», ha dichiarato Arjun Dey, co-responsabile delle Legacy Surveys. La mappa è inoltre un’importante risorsa per la comunità scientifica, con oltre 1.800 articoli pubblicati che fanno riferimento ai dati raccolti.

La mappa è un passo avanti verso una comprensione più profonda dell’universo e delle sue forze misteriose. I dati del Legacy Surveys, ampliati e resi più profondi, permetteranno a Desi di spingersi su galassie più lontane e numerose, aumentando la precisione delle misure cosmologiche. «Quando oggi si lavora con oggetti astronomici, spesso si inizia aprendo il Legacy Imaging Viewer per capire cosa si sta osservando», ha detto David Schlegel, ricercatore presso il Lawrence Berkeley National Laboratory. La mappa è un’arma potente per la scienza e un’opportunità per il pubblico di scoprire le meraviglie dell’universo.

  • La mappa è stata realizzata con dati provenienti da tre survey e integrati con dati satellitari.
  • La mappa è accessibile online e permette di cercare galassie e oggetti celesti.
  • La mappa è un’importante risorsa per la comunità scientifica e per il pubblico.
  • La mappa è un passo avanti verso una comprensione più profonda dell’universo.