Congelamento degli ovuli, arriva un contributo nazionale: 3mila euro per le donne under 40

In Italia, un contributo di 3mila euro per congelare gli ovuli è in discussione. La proposta del Pd mira a ridurre le disuguaglianze regionali.

Donne congelano ovuli in un centro medico, con un contributo pubblico per sostenere il costo
Donne congelano ovuli in un centro medico, con un contributo pubblico per sostenere il costo

Nel 2026, il tema del congelamento degli ovuli, noto come social freezing, ha visto l’emergere di proposte legislative che mirano a rendere accessibile questa pratica. In ottobre, il Movimento 5 Stelle ha presentato in Sicilia un disegno di legge che prevede un contributo fino a 3mila euro per le donne tra i 27 e i 40 anni, mentre in Toscana, nell’aprile dello stesso anno, il Pd ha avanzato una proposta simile per donne tra i 25 e i 39 anni con Isee non superiore a 30mila euro. L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze regionali e garantire un accesso più equo al servizio.

Un intervento per sostenere la maternità futura

Il congelamento degli ovociti permette alle donne di preservare la fertilità in modo che possano rimandare la maternità senza rinunciare alla possibilità di avere un figlio in futuro. La procedura, che si basa sulla vitrificazione, consente di conservare gli ovociti in condizioni ottimali per un utilizzo successivo. Tuttavia, il congelamento non rappresenta una garanzia di gravidanza, poiché la possibilità di successo dipende dall’età al momento del prelievo e dal numero e qualità degli ovociti conservati. Il social freezing si distingue dalla conservazione della fertilità per motivi medici, ad esempio prima di terapie che possono compromettere la funzione ovarica. La pratica è quindi diversa da quelle utilizzate in contesti di salute riproduttiva più specifici, ma offre una possibilità di pianificazione della maternità per le donne che desiderano rimandare la gravidanza.

La proposta del Pd si ispira a esperienze regionali

Il progetto del Pd, presentato da Emiliano Fossi, deputato e segretario regionale del Pd toscano, si ispira all’esperienza già avviata in Toscana, dove è stata introdotta una forma di sostegno economico per le donne interessate al social freezing. L’idea è di estendere questa pratica a livello nazionale, attraverso un fondo triennale da 30 milioni di euro, finanziato con risorse dedicate. L’obiettivo è evitare che l’accesso a questa tecnologia dipenda esclusivamente dalla regione di residenza, garantendo un servizio più uniforme a tutta la popolazione.

Il fondo, che potrebbe essere incluso nella prossima legge di Bilancio, è pensato come un intervento temporaneo, con l’obiettivo di creare un quadro normativo più strutturato per l’inserimento dei servizi di congelamento degli ovuli nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Questo passo potrebbe contribuire a ridurre le disparità tra le regioni e a rendere più accessibile una pratica che, pur non garantendo una gravidanza, offre una possibilità di pianificazione della maternità.

Il costo del congelamento degli ovuli è un ostacolo per molte donne, poiché tra stimolazione ovarica, prelievo e conservazione, il percorso può richiedere diverse migliaia di euro. Questo rende il servizio poco accessibile a chi non può sostenerne la spesa. Per questo motivo, la proposta del Pd mira a sostenere economicamente questa pratica, permettendo a più donne di poterla considerare come una opzione per la pianificazione della maternità.

Al momento, la questione è gestita in modo regionale, con diverse iniziative in corso. La Puglia, ad esempio, ha introdotto un contributo fino a 3mila euro per le donne tra i 27 e i 37 anni con Isee entro i 30mila euro. In Sicilia, il Movimento 5 Stelle ha presentato un disegno di legge simile, mentre in Lombardia è stato approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta a sostenere economicamente la crioconservazione degli ovociti. A livello nazionale, la deputata M5S Carmen Di Lauro ha depositato un testo per inserire la crioconservazione degli ovuli nei Lea e renderla gratuita per le donne tra i 27 e i 35 anni.