Ceuta, la situazione resta critica: 5.800 migranti assistiti, 500 ancora nei boschi

Pressione sanitaria e sicurezza a Ceuta, 5.800 migranti assistiti e 500 ancora nascosti nei boschi.

Migranti in fuga, agenti di polizia e medici a Ceuta, situazione critica
Migranti in fuga, agenti di polizia e medici a Ceuta, situazione critica

La situazione a Ceuta rimane sotto pressione, con un numero elevato di migranti che tentano di attraversare la frontiera con il Marocco. La ministra della Sanità spagnola, Mónica García, ha visitato l’exclave per valutare le conseguenze degli arrivi di massa registrati a fine luglio, riferendo che 5.800 migranti sono stati assistiti negli ultimi giorni. La pressione sul sistema sanitario e sulle strutture di accoglienza è alta, con le strutture al limite e l’uso di capannoni industriali e scuole per ospitare i richiedenti asilo. Oltre 500 migranti subsahariani sono ancora nascosti nei boschi a ridosso del confine, secondo le informazioni fornite da fonti locali e giornali spagnoli.

La gestione della crisi e le risposte istituzionali

Il governo spagnolo, attraverso il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, ha registrato 1.898 bambini e adolescenti nel sistema di protezione, mentre Save the Children stima che siano oltre 4mila i minori non accompagnati. La presenza di migranti in strada e la mancanza di spazi adeguati hanno reso necessario l’intervento di un’equipe del ministero della Gioventù e dell’Infanzia per identificare e assistere i minori. La ministra García ha respinto l’associazione tra immigrazione e malattie, sottolineando che «associare immigrazione e malattia è ingiusto ed è xenofobo». La situazione sanitaria è monitorata con attenzione, con un focolaio di gastroenterite, casi di scabbia e due casi di tubercolosi segnalati.

La gestione della frontiera e le tensioni con il Marocco

La pressione alla frontiera tra Marocco e Ceuta è rimasta alta, anche se il dispositivo di sicurezza è stato ridimensionato rispetto a quello messo in campo sabato per fermare il tentativo di ingresso di centinaia di migranti. Secondo le informazioni fornite dalla prefettura locale, 294 migranti sono stati fermati e trasferiti in autobus verso località nel sud del Marocco, in maggioranza africani provenienti da paesi in conflitto. Molti si trovano sulla spiaggia di El Trampolín, dove sono stati costruiti più di cento ripari improvvisati. Il governo spagnolo è in contatto con le autorità marocchine per «cercare una soluzione» e ha attivato i canali diplomatici attraverso l’ambasciata a Rabat.

Resta aperto il caso dei giornalisti dell’agenzia Efe e della televisione pubblica Tve, espulsi sabato da Fnideq mentre seguivano i tentativi di raggiungere Ceuta. L’espulsione è avvenuta senza una motivazione ufficiale, con l’avvertimento che, in caso di mancato rispetto, avrebbero perso accrediti e attrezzature. Alcuni media marocchini hanno interpretato la decisione in termini di «reciprocità», richiamando il caso di una troupe della televisione pubblica marocchina 2M alla quale, all’inizio di agosto, le autorità spagnole avrebbero limitato l’accesso a Ceuta.

A Melilla, la situazione è più tranquilla, con la Guardia Civil e la Policía Nacional che non hanno registrato incidenti nella notte tra il 15 e il 16 agosto. La presenza delle forze marocchine dall’altra parte della frontiera ha contribuito a ridurre i tentativi di ingresso, anche se il molo sud è stato chiuso preventivamente per prevenire nuovi accessi a nuoto. Il sindaco-presidente Juan Jesús Vivas ha stimato che siano tra 8mila e 12mila i migranti ancora presenti a Ceuta, un numero che supera le stime del governo centrale, che indica circa 5mila persone. La situazione resta eccezionalmente critica, con il governo locale che ha chiesto alla ministra García di ascoltare le «richieste del personale sanitario».