La sinistra si confronta con il fallimento del woke e cerca nuove strade

La sinistra americana e europea si confronta con il fallimento del woke e cerca di trovare nuove strade per riconquistare il consenso.

Sinistra politica in crisi, tenta di trovare nuove strade per riconquistare il consenso
Sinistra politica in crisi, tenta di trovare nuove strade per riconquistare il consenso

La sinistra americana e europea si trova di fronte a una crisi profonda, che va oltre le polemiche sull’ideologia woke. Dopo anni di dibattiti su identità, pronomi e privilegi, il movimento ha perso contatto con i bisogni quotidiani dei cittadini. Mentre i democratici discutevano di questioni sociali e culturali, milioni di americani si confrontavano con l’inflazione, il costo della casa e la precarietà del lavoro. Il risultato è stato un distacco crescente dal ceto medio, che ha trovato in Donald Trump un rappresentante alternativo, un leader che prometteva di non essere educato o corretto dalle élite progressiste.

Il woke come sistema rigido

Il woke, nato da battaglie legittime contro le discriminazioni, si è trasformato in un sistema rigido, con un vocabolario obbligatorio, una cultura di cancellazione e una divisione sociale basata sull’appartenenza a un gruppo. “Non sono stati i principi dell’uguaglianza o della tutela delle minoranze a risultare sbagliati. È stata la loro trasformazione in un nuovo conformismo”, osserva Tom Jackerson, analista politico. La sinistra, in particolare in America, ha smesso di parlare la lingua della vita quotidiana, concentrandosi su questioni che non rispondono alle preoccupazioni reali dei cittadini.

La sinistra ha perso contatto con il ceto medio, che ha trovato in Trump un rappresentante alternativo. La crisi non riguarda soltanto la cosiddetta ideologia woke. Prima la sinistra ha sostituito la questione sociale con l’identitarismo; ora rischia di sostituire l’identitarismo con il massimalismo economico. La sinistra, in Italia, deve tenere insieme forze diverse, come il Pd, Alleanza Verdi, Sinistra e il Movimento 5 Stelle. La situazione è complessa, con diagnosi differenti che convergono sullo stesso punto: una parte della sinistra ha smesso di parlare la lingua della vita quotidiana.

Una sinistra chiusa in una bolla di classe

Joan C. Williams, studiosa del rapporto tra classe, lavoro e politica, ha descritto una sinistra chiusa in una “bolla di classe”, incapace troppo spesso di comprendere codici, aspirazioni e domanda di rispetto del mondo non laureato. La sinistra, in America, ha perso contatto con il ceto medio, che ha trovato in Trump un rappresentante alternativo. La sinistra, però, cerca di recuperare il consenso, spostando l’attenzione su salari, sanità, casa e costo della vita.

La sinistra deve tornare a occuparsi dei salari senza demonizzare l’impresa. In Italia, Elly Schlein deve tenere insieme i riformisti del Pd, Alleanza Verdi e Sinistra e il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte. Sono forze che convergono nell’opposizione al governo, ma restano distanti su Ucraina, politica estera, infrastrutture, sicurezza, ambiente e rapporto con le imprese. Per battere il centrodestra il Pd dovrebbe conquistare i moderati; per tenere unito il campo largo è spinto a inseguirne le componenti più radicali. Ne nasce una coalizione spesso compatta nella protesta, assai meno riconoscibile intorno a un programma di governo.

La crisi, dunque, non riguarda soltanto la cosiddetta ideologia woke. Prima la sinistra ha sostituito la questione sociale con l’identitarismo; ora rischia di sostituire l’identitarismo con il massimalismo economico. Archiviare la cancel culture e il definanziamento della polizia per proporre una gigantesca espansione dell’intervento pubblico, tasse molto più elevate e un atteggiamento ideologico verso le imprese non risolverebbe il problema del rapporto con la società: cambierebbe soltanto il terreno dello scontro.