Tensioni interne alla Lega, Grimoldi: «A Pontida non ci sarà neanche chi mette giù le panche, se Salvini non cambia resta solo abbandonarlo»
Tensioni interne alla Lega, Grimoldi: «A Pontida non ci sarà neanche chi mette giù le panche, se Salvini non cambia resta solo abbandonarlo»

Le tensioni interne alla Lega si fanno sempre più evidenti, con l’ex segretario lombardo Paolo Grimoldi che ha lanciato un forte monito: «A Pontida non ci sarà neanche chi mette giù le panche, se Salvini non cambia resta solo abbandonarlo». L’ex deputato, vicinissimo a Umberto Bossi, ha sottolineato come il malessere dei territori del Nord sia ormai diventato un problema di fondo, con il rischio di una crisi interna che potrebbe portare a una frattura irreparabile. La prossima manifestazione del partito, in programma a settembre, potrebbe essere l’ultimo atto di un movimento che, se non troverà soluzioni, si trasformerà in una battaglia di sopravvivenza.
Le contestazioni e la mancanza di volontari
Secondo Grimoldi, il problema non è solo politico, ma anche organizzativo: «Oggi, se nessuno ci lavora, anche per fare le pulizie del prato a fine manifestazione devi pagare qualcuno». L’ex segretario ha spiegato che la Lega, in passato, contava su una base militante attiva, mentre oggi si trova a dover pagare ogni singola attività, a causa della mancanza di volontari. «Non solo non è prevista gente, ma al momento non è previsto neanche chi mette giù le panche, chi organizza, chi si mette a disposizione come militante per l’evento», ha detto. Questo scenario, a detta di Grimoldi, è il sintomo di un’organizzazione in crisi, che non riesce più a coinvolgere i propri membri.
La Lega si trova in una situazione di stallo, con due strade possibili: o non cambia niente e si suicida, oppure si ascoltano le richieste che andranno avanti almeno fino a settembre.
La richiesta di cambiamento e il rischio di abbandono
Le richieste di una maggiore collegialità, nuovi congressi e una modifica dello statuto sono state presentate dai governatori del Nord, che hanno espresso la loro insoddisfazione nei confronti della gestione di Matteo Salvini. «Se da qui a un mese non arriverà nulla di tutto questo, è l’affondo, l’unica possibilità è quella di abbandonare Salvini», ha dichiarato Grimoldi. L’ex deputato ha sottolineato che il partito si trova in una situazione di stallo, con due strade possibili: o non cambia niente e si suicida, oppure si ascoltano le richieste che andranno avanti almeno fino a settembre.
Il nodo principale, a detta di Grimoldi, è proprio lo statuto: «Se vuoi un organo collegiale cambi lo statuto e si sancisce che le decisioni si prendono a livello collegiale. Se invece dici: “Non faccio il congresso, non cambio lo statuto, però vi coinvolgo sulle decisioni”, è un modo elegante per prenderti in giro». L’ex segretario ha anche accusato Salvini di non ascoltare le richieste dei governatori, che hanno un consenso e un’esperienza amministrativa notevoli.
La Lega si trova in una situazione di stallo, con due strade possibili: o non cambia niente e si suicida, oppure si ascoltano le richieste che andranno avanti almeno fino a settembre.
La fronda del Nord, che si è fatta sentire in questi mesi, ha portato alla nascita di nuovi spazi politici, come Patto per il Nord, che cerca di riunire i trasfughi dai territori. «Di sicuro non è un’associazione fatta per acclamare Salvini segretario», ha detto Grimoldi. L’associazione, che ha già ricevuto adesioni da ex parlamentari e amministratori locali, rappresenta un passo in più verso la frattura. «Possono fare retromarcia le persone che si sono esposte in questi giorni, chiedendo un cambio di rotta, una modifica dello statuto, un passo indietro di Salvini? Diranno ci abbiamo provato, non cambia niente, va bene così? La vedo molto difficile», ha concluso l’ex segretario.
