Roma sempre più tropicale: l’80% dei quartieri tra 40 e 45 gradi
Legambiente allarma su Roma tropicale. L’asfalto supera 60°C, 113 notti tropicali nel 2025, 835 morti per caldo. Richieste interventi urgenti al Governo e al Sindaco.

Roma soffre sempre più il caldo estremo e il fenomeno dell’isola di calore urbana: secondo i monitoraggi di Legambiente, l’asfalto esposto al sole raggiunge temperature superiori ai 60 gradi centigradi, mentre le aree ombreggiate restano intorno ai 35 gradi. I dati raccolti dall’associazione ambientalista confermano una città sempre più tropicale, dove i quartieri periferici pagano il prezzo maggiore della crisi climatica per la carenza di verde pubblico. Il fenomeno preoccupa anche per le conseguenze sulla salute: nel 2025 sono state registrate 113 notti tropicali a Roma, cioè notti in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi, e 835 morti attribuibili al caldo.
Quartieri periferici e assenza di ombra: il disagio della “cooling poverty”
La distribuzione del caldo non è uniforme in tutta la Capitale. I quartieri periferici soffrono maggiormente perché il verde urbano, principale strumento di raffreddamento naturale, è spesso carente o inesistente. Legambiente ha condotto monitoraggi con termocamere a infrarossi lungo percorsi di 15 minuti in quartieri rappresentativi, mappando 53 luoghi tra servizi e strutture della vita quotidiana. Il risultato è allarmante: circa il 70% dei luoghi monitorati risulta direttamente esposto al sole durante le ore centrali della giornata, senza protezione.
L’Alessandrino, nel quadrante est della città, è tra i quartieri più “bollenti”: negli ultimi dieci anni ha registrato una temperatura media diurna al suolo superiore ai 45 gradi centigradi. La mancanza di ombra e di superfici riflettenti consente al calore di persistere anche nelle ore serali, alimentando proprio quel fenomeno delle notti tropicali che mina la qualità della vita e aggrava i rischi per la salute pubblica, specialmente per anziani e soggetti fragili.
L’accelerazione delle ondate di calore e le richieste di intervento
Con la terza ondata di calore in corso, Roma ha già raggiunto dall’inizio di luglio il numero totale di ondate di calore registrate nell’intera estate del 2025. Di questo passo, la capitale rischia di superare il trend dello scorso anno, confermando un’escalation delle temperature che non accenna a fermarsi. È per questo che Legambiente ha lanciato la campagna “Che Caldo che fa”, rivolgendosi direttamente al Governo Meloni e al Sindaco Gualtieri con una lista concreta di interventi urgenti.
MariaTeresa Imparato, responsabile giustizia climatica di Legambiente, e Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, sottolineano come le temperature elevate persistono anche nelle ore serali a causa dell’aumento delle temperature e dell’umidità, fenomeni sempre più frequenti nelle grandi aree urbane e direttamente collegati ai cambiamenti climatici. La situazione richiede azioni concrete e coordinate su scala cittadina e nazionale.
Le proposte concrete per contrastare l’isola di calore
Al sindaco Gualtieri, Legambiente chiede un aumento delle operazioni di depaving, cioè la rimozione dell’asfalto, e la rigenerazione dei suoli urbani per aumentare le superfici permeabili e fresche. Fondamentale è rafforzare l’ufficio clima del Comune di Roma, creare una rete di attraversamenti pedonali ombreggiati e incrementare l’albedo (la capacità riflettente) degli edifici pubblici. L’associazione propone anche un Piano straordinario di manutenzione del patrimonio arboreo e l’affidamento della cura delle nuove alberature ai cittadini, per creare consapevolezza e responsabilizzazione collettiva.
Altre misure riguardano l’incremento della mobilità sostenibile, che ridurrebbe le emissioni e il calore generato dal traffico, e la valorizzazione e ampliamento della rete delle aree blu, cioè gli spazi di raccolta e trattenimento dell’acqua piovana che, evaporando, contribuiscono al raffreddamento microambientale. Queste azioni mirano a contrastare la “cooling poverty”, il fenomeno per cui le aree più povere e con minor servizi sono anche quelle più esposte al caldo estremo.
La campagna di Legambiente si inserisce in un contesto di emergenza climatica diffuso, dove città come Roma necessitano di una trasformazione strutturale dei propri spazi pubblici. Solo interventi coordinati tra livello nazionale e amministrazione locale potranno invertire la tendenza e rendere la Capitale una città più vivibile, resiliente e equa di fronte alla crisi climatica in corso.
