Ponte sullo Stretto, il parere del Consiglio Lavori Pubblici: studi obsoleti e oltre cento prescrizioni

Il Consiglio dei Lavori Pubblici ha espresso un parere cauto sul Ponte sullo Stretto, evidenziando studi obsoleti e oltre cento prescrizioni.

Tecnici del Consiglio Lavori Pubblici esaminano dati geologici e sismici per il Ponte sullo Stretto
Tecnici del Consiglio Lavori Pubblici esaminano dati geologici e sismici per il Ponte sullo Stretto

Il progetto del Ponte sullo Stretto, pur avendo ricevuto il via libera per la prosecuzione della progettazione, si scontra con un parere del Consiglio dei Lavori Pubblici che mette in luce criticità significative. Studi considerati obsoleti, faglie da verificare e oltre cento prescrizioni sono i punti chiave emersi nel parere approvato il 6 agosto 2026. Il documento, composto da 353 pagine, non boccia il progetto, ma lo mette in una posizione di “solo sulla carta”, con la necessità di ulteriori approfondimenti e verifiche.

Studi obsoleti e faglie da verificare

Il Consiglio ha sottolineato che buona parte delle informazioni disponibili sul progetto risale a decenni fa e si basa su tecnologie oggi superate. Le indagini sismiche, stratigrafiche e geologiche, pur essendo fondamentali per la progettazione, non rispondono agli standard qualitativi attuali. Inoltre, la complessità del terreno su cui si dovrebbe erigere il ponte richiede nuove indagini estese non solo alla sponda calabrese, ma anche a quella siciliana e al tratto a mare. La questione delle faglie è particolarmente delicata: dovranno essere verificate la faglia di Pezzo e quelle del settore Piale-Musalà-Acciarello, nonché quelle che interessano gallerie e viadotti a Messina.

La sicurezza non è un aspetto marginale, ma un elemento cruciale da approfondire. Il parere ha anche preso in considerazione lo scenario di incendi ed esplosioni, sottolineando che un evento simile potrebbe causare il cedimento di elementi strutturali chiave, con conseguenze catastrofiche. La gestione del progetto, quindi, dovrà garantire una serie di verifiche e valutazioni che non possono essere trascurate.

Due fasi di lavoro e verifiche intermedie

Il parere ha diviso il lavoro in due fasi, con la prima volta propedeutica alla seconda. La Fase A dovrà integrare il quadro conoscitivo e gli studi già esistenti, mentre la Fase B riguarderà l’esecuzione effettiva del progetto. Il Consiglio ha anche richiesto una verifica di ottemperanza alle prescrizioni al termine della Fase A, prima di procedere con la Fase B. La gestione tecnica del progetto, quindi, dovrà essere strutturata in passi successivi, con verifiche intermedie per garantire la sicurezza e la correttezza del progetto.

Il progetto non è ancora pronto per essere considerato definitivo. Il Consiglio ha confermato che, se al termine della prima fase emergeranno faglie attive e capaci di interagire con opere in progetto, sarà necessario effettuare tutte le valutazioni progettuali derivanti dai vari scenari di spostamento. La complessità del progetto richiede un approccio metodico e una gestione attenta, che non può essere ridotta a semplici dettagli da sistemare. Il deputato Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, ha espresso preoccupazione per la gestione del progetto, affermando che si stanno forzando regole e procedure per andare avanti a ogni costo. La relazione del Consiglio, secondo lui, smentisce la propaganda governativa e dimostra che il progetto non è ancora pronto per essere considerato sicuro e definitivo. La questione, quindi, non riguarda solo la tecnica, ma anche la responsabilità e la trasparenza nel processo di realizzazione dell’opera.