Allarme per rischio terrorismo a Ceuta: reti jihadiste attive intorno all’exclave
Servizi segreti italiani allertati per rischio terrorismo a Ceuta, reti jihadiste attive intorno all’exclave

Il rischio di terrorismo è stato lanciato dagli intelligence italiani a causa della prevista ondata di migranti a Ceuta, con particolare attenzione alle reti jihadiste attive intorno all’exclave. L’allarme, condiviso con l’intelligence spagnola, è emerso in vista del 15 agosto, quando è prevista una nuova incursione per superare le barriere. I timori non sono direttamente legati ai recenti avvenimenti nell’exclave spagnola, ma al fatto che alcune aree intorno al territorio siano da anni un centro di radicalizzazione e reclutamento jihadista, con diverse decine di persone partite per combattere in Siria e Iraq.
Reti jihadiste attive intorno a Ceuta
L’attenzione è concentrata su Fnideq, città marocchina al confine con il territorio spagnolo, spesso bersaglio di operazioni di antiterrorismo congiunte tra Spagna e Marocco. Le reti jihadiste transfrontaliere sono state disarticolate in passato, ma il rischio persiste. L’intelligence ha rilevato che alcune aree intorno a Ceuta sono da anni un punto di radicamento per gruppi estremisti, con individui che hanno partecipato a conflitti in Siria e Iraq.
Le reti jihadiste sono state attive intorno a Ceuta per anni, con individui che hanno partecipato a conflitti in Siria e Iraq.
Intelligence italiano e spagnolo collaborano per prevenire il rischio
I servizi segreti italiani hanno condiviso informazioni con l’intelligence spagnola, in vista del 15 agosto, quando è prevista una nuova ondata di migranti. L’allarme è stato lanciato in seguito a un alert già scattato, con l’obiettivo di prevenire eventuali minacce terroristiche. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sottolineato che il rischio di terrorismo e immigrazione clandestina non può essere sottovalutato, e ha rilanciato la sua tesi sulla sospensione di Schengen per aerei e navi provenienti dalla Spagna.
Controlli rafforzati e misure di sicurezza
La Spagna ha rafforzato i controlli al confine, in collaborazione con le autorità marocchine, e ha dislocato duemila militari nell’exclave, insieme alla Guardia Civil e alla Policía Nacional. Tra le misure adottate, la barriera pneumatica galleggiante di circa 500 metri, posizionata presso il confine marittimo con il Marocco, e due fregate della Marina militare spagnola che pattugliano la baia. I controlli sono stati rafforzati anche nell’altra exclave spagnola in Marocco, Melilla.
Le misure di sicurezza sono state rafforzate con barriera galleggiante e fregate spagnole per prevenire arrivi clandestini.
Dopo la situazione sarà tornata alla normalità, l’Italia è pronta a ripristinare la situazione precedente, ma per il momento i controlli restano al massimo livello per evitare eventuali minacce. L’attenzione resta alta, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e prevenire qualsiasi rischio derivante dall’incremento dei migranti e delle attività di reti estremiste intorno a Ceuta.
