Il caldo estremo e la siccità costano decine di miliardi in Italia e in Europa
Il caldo estremo e la siccità stanno causando costi elevati in Italia e in tutta l’Europa, con impatti su salute, lavoro e sistema energetico.

Il caldo estremo e la siccità stanno mettendo a rischio l’economia e la salute in Italia e in tutta l’Europa. Secondo il Centro euro-mediterraneo sui Cambiamenti climatici (Cmcc), con 2 gradi di riscaldamento globale rispetto alla fine dell’Ottocento, la siccità costerebbe all’Italia circa 74 miliardi di euro, pari a 3,99 punti percentuali del Pil, e intorno a 960.000 posti di lavoro. L’effetto si fa sentire in tutti i settori, con un impatto particolarmente forte sull’agricoltura, la manifattura e l’edilizia. La siccità colpisce il 60 per cento del territorio nazionale, secondo le stime di Coldiretti su mappe Copernicus, il programma europeo di osservazione della Terra. L’Italia ha registrato decessi legati al caldo, un aumento dei ricoveri al pronto soccorso e interruzioni di corrente legate al massiccio ricorso all’aria condizionata.
Impatti sul sistema energetico e sull’economia
Il caldo anomalo mette alla prova anche i sistemi energetici europei, spiega il World Weather Attribution. Con timori per la riduzione della produzione delle centrali nucleari francesi raffreddate dai fiumi Rodano e Garonna, la Francia costituisce una parte fondamentale della rete elettrica del continente. Le restrizioni alla produzione potrebbero ridurre l’approvvigionamento energetico regionale e contribuire all’aumento dei prezzi dell’elettricità, aggravando la crescente povertà energetica estiva in Europa. Il tasso che lo stato deve pagare per finanziare il debito pubblico è quindi più alto in conseguenza del rischio climatico.
La Banca centrale europea ha riconosciuto i rischi fisici e di transizione legati al cambiamento climatico, con implicazioni sia per la stabilità dei prezzi che per quella finanziaria. L’Europa sta soffrendo ondate di caldo record, con temperature che raggiungono «valori superiori di 5-12 °C rispetto alle medie stagionali in Francia, Germania, Italia, Spagna e nel sud dell’Inghilterra». Nel Regno Unito, l’East Surrey Hospital ha dichiarato lo stato di crisi, limitando i servizi alle sole emergenze che mettono a rischio la vita. La siccità e il caldo estremo stanno trasformando i costi del clima in una voce inedita nei bilanci dei consumatori, delle imprese e dei governi.
Le piccole imprese e il rischio fisico
Secondo il Crif, il 36,6 per cento delle Pmi italiane presenta un profilo di rischio fisico Alto o Molto Alto nel 2025, in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Il sistema imprenditoriale italiano continua a fare i conti con una crescente esposizione ai rischi fisici legati al cambiamento climatico. L’effetto si riverbera anche sui bilanci comunali e sulle capacità dei sistemi pubblici di far fronte alle emergenze sanitarie. A Roma, il ministero della Salute ha diramato un’allerta rossa per le alte temperature, con punte che hanno superato i 36 gradi. Il Comune ha messo in funzione dei cannoni nebulizzatori d’acqua, come nei pressi del Colosseo e del Foro Romano, oltre a presidi di medici e infermieri, e a un rifugio fito-bio climatico, il primo della Capitale, costruito in piazza dei Gerani, nel quartiere di Centocelle.
Il rischio climatico sta modificando i costi economici e i tassi di interesse, creando un circolo vizioso che si ripercuote sui finanziamenti alle famiglie e alle imprese. L’Italia ha registrato decessi legati al caldo, un aumento dei ricoveri al pronto soccorso e interruzioni di corrente legate al massiccio ricorso all’aria condizionata. I costi del caldo stanno diventando una voce inedita nei bilanci dei consumatori, delle imprese e dei governi, con un impatto che si estende a tutti i settori economici e sociali.
