Ceuta chiede supporto all’UE: “Il momento più difficile della nostra storia”

Ceuta chiede supporto all’Ue per la crisi migratoria. Il presidente Vivas: “Il momento più difficile della nostra storia”.

Ceuta chiede supporto all'Ue per la crisi migratoria. Frontiera in pericolo, migliaia di persone in arrivo
Ceuta chiede supporto all’Ue per la crisi migratoria. Frontiera in pericolo, migliaia di persone in arrivo

Ceuta, la città autonoma spagnola in Africa, ha chiesto aiuto all’Unione europea, definendo il momento “il più difficile della nostra storia”. Il presidente Juan Jesús Vivas ha espresso preoccupazione per la situazione di tensione che si è verificata a causa di una nuova ondata di attraversamenti del confine con il Marocco, prevista per il 15 agosto. La crisi ha messo a dura prova le istituzioni europee, con la Commissione UE che ha confermato l’attenzione alta su quel periodo. Vivas ha sottolineato che la popolazione si sente triste, impotente e inquieta, con 3.500 persone ancora in attesa e i centri di accoglienza in situazione di collasso dopo l’arrivo di oltre 70mila persone in due giorni.

La situazione ha scosso la politica di un intero continente. La Commissione UE ha riconosciuto che la crisi ha messo alla prova la resilienza e la sicurezza delle frontiere esterne. Il portavoce Guillaume Mercier ha chiarito che l’attenzione rimane alta prima, durante e dopo il 15 agosto, data indicata sui social media come possibile nuova minaccia di attraversamento del confine. Vivas ha avvertito che “Ceuta non è tornata alla normalità”, spiegando che “rimangono ancora 3.500 persone e i centri sono in una situazione di collasso”, dopo l’arrivo di oltre 70mila persone in due giorni.

Frontiera in pericolo, chiesto rafforzamento

Vivas ha chiesto al Parlamento europeo di riconoscere la crisi non come una semplice emergenza migratoria, ma come una minaccia all’integrità territoriale di Ceuta, della Spagna e dell’Unione europea. Ha sollecitato un rafforzamento della frontiera con il Marocco, sottolineando che “è il confine di tutti”. Inoltre, ha richiesto maggiore supporto per garantire la sicurezza dell’enclave. La Commissione UE ha confermato che l’attenzione rimane alta su quel periodo, con un rischio di nuova ondata di attraversamenti.

La disinformazione ha alimentato la situazione. Vivas ha sottolineato l’urgenza di potenziare i meccanismi di allerta precoce e migliorare la comunicazione tra gli Stati membri, per contrastare la disinformazione. Secondo un rapporto di Chema Gil, analista della sicurezza, dietro l’afflusso di migliaia di marocchini c’è stata una campagna sui social media che ha totalizzato 11 milioni di visualizzazioni. L’analista ha evidenziato come questa disinformazione abbia contribuito a alimentare la situazione di tensione.

La polemica per l’assenza dei ministri spagnoli

La riunione straordinaria del Parlamento europeo ha visto anche una polemica per l’assenza dei ministri del governo spagnolo chiamati a partecipare. Il presidente della commissione LIBE, Javier Zarzalejos, ha definito “profondamente deplorevole” il mancato intervento della ministra per le Migrazioni Elma Saiz Delgado e del ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska. In una lettera indirizzata alla commissione, Grande-Marlaska ha spiegato che la situazione a Ceuta, la pressione migratoria in altre aree del Paese e le emergenze causate dai gravi incendi boschivi hanno impedito la partecipazione.

La sicurezza delle frontiere deve essere l’ultima spiaggia. Il commissario UE Magnus Brunner ha ribadito che la situazione ha alimentato notevoli timori in tutta Europa, ricordando che i controlli alle frontiere dovrebbero essere l’ultima spiaggia, applicati solo dove necessario e in modo proporzionato. L’esponente di Palazzo Berlaymont ha affermato che quanto accaduto a Ceuta ha “scosso la politica di un intero continente”, mettendo “alla prova la resilienza e la sicurezza delle frontiere esterne”.