Tyler Robinson e le prove virali che non scagionano l’accusa per l’omicidio di Charlie Kirk
Un video virale mostra due elementi dell’udienza che non scagionano Tyler Robinson dall’accusa di omicidio di Charlie Kirk.

Il processo per l’omicidio di Charlie Kirk ha visto la diffusione di un video virale che presenta due elementi dell’udienza come prove a discarico per Tyler Robinson, l’uomo accusato dell’omicidio. Tuttavia, l’analisi completa dell’udienza mostra che entrambi i risultati hanno una spiegazione tecnica e non intaccano i riscontri del DNA. Il video, condiviso su Facebook, mostra una deposizione durante il processo, ma seleziona solo una parte della storia, fornendo un’immagine parziale e distorta delle indagini.
Le impronte digitali e la balistica non sono sufficienti
Le impronte digitali e palmari raccolte dalla finestra di vetro dell’edificio da cui il presunto sparatore si è lanciato dal tetto dopo aver sparato a Charlie Kirk sono risultate “per lo più incoerenti con quelle di Tyler Robinson”, l’arrestato. Tuttavia, le riprese di videosorveglianza mostrano che l’aggressore non ha mai toccato la finestra, escludendo la presenza di impronte utili. L’analisi del DNA, invece, ha rilevato che il profilo isolato da varie parti del fucile impiegato nell’agguato e sui bossoli corrisponde a quello di Robinson con una probabilità di 6,28 miliardi di volte superiore rispetto a quella di individui estranei.
Il video ha selezionato solo l’elemento che non ha prodotto una corrispondenza positiva, tacendo sia le ragioni tecniche dell’inconclusività sia il quadro probatorio complessivo. La sergente Faumuina ha confermato i risultati dei test scientifici effettuati dal Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives (ATFE) e dai laboratori di medicina forense. L’analisi balistica inconclusiva non tocca nessuno dei riscontri del DNA, che rimane un elemento chiave nel processo.
L’analisi del proiettile è inconclusiva
L’analisi forense ha concluso che il frammento di proiettile principale recuperato dal corpo di Charlie Kirk non poteva essere abbinato in modo definitivo al fucile presumibilmente usato nella sparatoria. L’esaminatrice Samantha Karner, firearm and toolmark examiner dell’ATF, ha confermato che la comparazione era “inconclusiva”, precisando che sul frammento non erano presenti marcature in numero sufficiente. Questo significa che non c’era abbastanza accordo né abbastanza disaccordo per stabilire se il frammento provenisse dal fucile.
Un esito tecnico che riguarda in media il 20% dei casi e non equivale a incompatibilità. Il video ha selezionato solo l’elemento che non ha prodotto una corrispondenza positiva, tacendo sia le ragioni tecniche dell’inconclusività sia il quadro probatorio complessivo. La probabilità che il DNA sull’arma appartenga a Robinson è oltre 6 miliardi di volte superiore rispetto a quella di individui estranei. Il contesto completo della deposizione mostra che le impronte non sono state utili, ma il DNA e le tracce biologiche isolate da varie parti del fucile impiegato nell’agguato e sui bossoli corrispondono a quelle di Robinson. L’analisi balistica inconclusiva non tocca nessuno di questi riscontri. Il video, che ha creato un’immagine parziale e distorta, ha scelto i soli elementi che non hanno prodotto una corrispondenza positiva, ignorando il resto del processo.
Il video ha selezionato solo l’elemento che non ha prodotto una corrispondenza positiva, tacendo sia le ragioni tecniche dell’inconclusività sia il quadro probatorio complessivo.
La probabilità che il DNA sull’arma appartenga a Robinson è oltre 6 miliardi di volte superiore rispetto a quella di individui estranei.
