
Roma si trasforma in una città tropicale con temperature sempre più insostenibili. Secondo i dati di Legambiente, l’80 per cento dei quartieri della Capitale registra temperature comprese tra 40 e 45 gradi, mentre il 12 per cento supera addirittura i 45 gradi e solo l’8 per cento rimane sotto i 40 gradi. Le misurazioni, condotte con termocamere a infrarossi, mostrano un quadro allarmante: l’asfalto esposto al sole raggiunge e supera i 60 gradi centigradi, mentre le poche zone ombreggiate mantengono temperature intorno ai 35 gradi, evidenziando il ruolo cruciale della copertura verde nella regolazione termica urbana.
La campagna “Che Caldo che fa” di Legambiente ha portato all’attenzione del Governo Meloni e del Sindaco Gualtieri la necessità di interventi concreti e mirati per contrastare la crisi climatica e il fenomeno della cooling poverty, ossia la carenza di raffreddamento nelle aree più vulnerabili. I quartieri periferici della Capitale pagano il prezzo più alto di questa situazione: il verde urbano, elemento fondamentale per mitigare le temperature, risulta particolarmente carente in queste zone.
Le notti tropicali e i decessi correlati al caldo
Un fenomeno sempre più preoccupante è quello delle notti tropicali, quando la temperatura minima notturna non scende sotto i 20 gradi centigradi. Nel 2025 Roma ha registrato 113 notti di questo tipo, un numero che testimonia come il caldo persista anche nelle ore serali e notturne, impedendo al corpo umano di trovare sollievo. Lo scorso anno sono stati 835 i decessi registrati correlati al caldo in città, una cifra che riflette l’impatto sanitario della crisi climatica sulle popolazioni urbane.
La mancanza di ombra e di superfici riflettenti contribuisce a mantenere elevate le temperature anche nelle ore serali. Come sottolineano MariaTeresa Imparato, responsabile giustizia climatica di Legambiente, e Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, questa assenza di protezione favorisce la formazione delle notti tropicali, sempre più frequenti a causa dell’aumento delle temperature e dell’umidità nell’aria.
Monitoraggi e quartieri critici
I monitoraggi condotti da Legambiente in due percorsi di 15 minuti all’interno di quartieri rappresentativi della vita quotidiana hanno analizzato 53 luoghi tra servizi e strutture pubbliche. Il dato che emerge è significativo: ben 37 di questi siti, corrispondenti a circa il 70 per cento, risultano direttamente esposti al sole nelle ore centrali della giornata, senza alcuna protezione.

Tra i quartieri più critici figura l’Alessandrino, situato nel quadrante est della Capitale. In questo decennio ha mantenuto una temperatura media diurna al suolo superiore ai 45 gradi centigradi, trasformandosi in una vera e propria isola di calore. Con la terza ondata di calore in corso, Roma ha già raggiunto da inizio luglio il numero totale di ondate di calore registrate nell’intera estate precedente, un dato che anticipa un possibile superamento del trend dello scorso anno.
Secondo greenreport.it, il fenomeno della concentrazione di calore si accompagna a una crescente vulnerabilità sociale, rendendo urgenti azioni sistemiche.
Legambiente ha presentato un articolato programma di interventi rivolto al sindaco Gualtieri. Le proposte includono un aumento delle operazioni di depaving, ossia la rimozione dell’asfalto, e la rigenerazione dei suoli urbani con specie vegetali; il rafforzamento dell’ufficio clima del comune di Roma; la creazione di una rete di attraversamenti pedonali ombreggiati; l’incremento dell’albedo degli edifici pubblici, cioè la loro capacità di riflettere il calore; un piano straordinario di manutenzione del patrimonio arboreo; l’affidamento della cura delle nuove alberature alla cittadinanza; il potenziamento della mobilità sostenibile per ridurre l’inquinamento termico da traffico; e la valorizzazione e ampliamento della rete delle aree blu, gli specchi d’acqua che naturalmente raffreddano l’ambiente circostante.
Roma, sempre più assimilabile a una città tropicale, necessita di una trasformazione radicale della sua infrastruttura urbana. Le azioni indicate da Legambiente rappresentano un percorso possibile verso una maggiore resilienza climatica e una distribuzione più equa della capacità di raffreddamento tra tutti i quartieri della Capitale.