Il sindaco di San Donà chiede risarcimento a Altvelox dopo l’archiviazione delle denunce
Il sindaco di San Donà chiede 150mila euro a Altvelox dopo l’archiviazione delle denunce.

Il sindaco di San Donà, Alberto Teso, ha presentato un esposto per chiedere 150mila euro di risarcimento all’associazione Altvelox, dopo che la Procura di Venezia ha archiviato le denunce presentate contro di lui. L’azione legale nasce da un conflitto che ha visto il sindaco e l’associazione contrapporsi per anni su temi legati all’installazione degli autovelox e alla sicurezza stradale. Teso ha spiegato che i soldi saranno destinati a associazioni che assistono le vittime degli incidenti, sottolineando che la giustizia non deve essere trasformata in una battaglia personale.
La battaglia legale tra sindaco e Altvelox
Il braccio di ferro tra Alberto Teso e Gianantonio Sottile Cervini, referente di Altvelox, ha visto l’archiviazione di nove cause presentate da Sottile Cervini contro il sindaco e l’intera giunta comunale. Il sostituto procuratore Roberto Terzo ha chiarito che le dichiarazioni di Teso non avevano “nessuna valenza diffamatoria” e erano semplici risposte alle denunce del referente dell’associazione. Nonostante l’archiviazione, il sindaco ha ribadito che la sua azione non è stata una risposta aggressiva, ma una difesa legale e morale. La Procura ha riconosciuto l’impatto delle iniziative giudiziarie e mediatiche di Altvelox. Il provvedimento della Procura della Repubblica di Venezia ha sottolineato come le accuse e le denunce di Altvelox abbiano avuto un effetto significativo, con articoli dedicati al sindaco e alle sue azioni amministrative. Il pubblico ministero ha anche sottolineato che l’essere oggetto di ben nove denunce penali può indurre a risposte aggressive, anche se il sindaco ha sempre sostenuto che le accuse erano infondate.
Un conflitto che ha coinvolto l’intera comunità
La controversia ha coinvolto non solo il sindaco, ma anche l’intera amministrazione comunale, il prefetto di Venezia e diversi funzionari. L’associazione Altvelox, che si batte per l’abolizione degli autovelox, ha presentato denunce per calunnia e diffamazione, accusando il sindaco di aver usato potere politico per ostacolare le sue iniziative. Teso ha sottolineato che le accuse sono state smentite e che le sue dichiarazioni erano state fatte in difesa della legalità e della sicurezza stradale.
Il sindaco intende proseguire con i procedimenti penali già avviati. Intende coltivare fino all’esito finale i procedimenti penali già avviati, nelle sedi competenti e con la massima determinazione. Ha inoltre già predisposto un atto di citazione civile per il risarcimento dei danni subiti a causa delle condotte diffamatorie poste in essere nei suoi confronti. I 150mila euro saranno destinati a associazioni che assistono le vittime degli incidenti, un impegno che il sindaco ha sottolineato come parte della sua missione di tutelare la sicurezza stradale e la legalità.
La questione autovelox rimane un tema dibattuto, con opinioni contrapposte su come gestire la sicurezza stradale e la lotta al comportamento pericoloso dei conducenti. Il caso di San Donà rappresenta un esempio di come conflitti giudiziari possano coinvolgere non solo individui, ma anche istituzioni e comunità intere, con impatti che vanno oltre il semplice ambito legale. Il contenzioso, quindi, continua. L’esposto è stato presentato al comando provinciale della Guardia di Finanza, alla Procura regionale e alla sezione di controllo della Corte dei Conti per il Veneto. Il sindaco ha espresso soddisfazione per l’archiviazione delle denunce, ma ha ribadito che il contenzioso non è finito.
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TITOLO: Il sindaco di San Donà chiede risarcimento a Altvelox dopo l’archiviazione delle denunce
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