Ricorso in Cassazione per Innocent Oseghale: contestata l’accusa di violenza sessuale
Ricorso in Cassazione per Innocent Oseghale: contestata l’accusa di violenza sessuale

Il ricorso straordinario presentato in Cassazione da Innocent Oseghale, accusato dell’omicidio e dello smembramento di Pamela Mastropietro, ha riaperto il dibattito su una delle cause più dibattute della cronaca italiana. La difesa del 36enne nigeriano sostiene che l’accusa di violenza sessuale, che ha portato alla condanna all’ergastolo, sia errata e che la vittima avesse un rapporto consenziente con lui. La Procura, invece, ha ribadito la richiesta di confermare la sentenza. L’udienza, tenutasi giovedì 16 gennaio 2025 a Roma, ha visto la presenza dell’avvocato Simone Matraxia e della Procura generale della Cassazione.
Contestata l’accusa di violenza sessuale
Secondo i legali di Innocent Oseghale, i giudici avrebbero commesso errori nella ricostruzione dei fatti. La difesa sostiene che l’uomo non avrebbe ceduto direttamente l’eroina a Pamela e che il rapporto tra i due fosse consenziente fuori dall’abitazione di via Spalato 124, dove la giovane è stata uccisa. La difesa ha anche sottolineato che Pamela fosse stata attirata nella casa con la promessa di ottenere droga, ma non sarebbe stata stuprata quando era sotto l’effetto di stupefacenti, contrariamente a quanto stabilito nei processi precedenti.
Le condizioni della vittima
Pamela Mastropietro, 18 anni, soffriva di problemi di personalità borderline e di dipendenza da droga. Si era allontanata da una comunità terapeutica il giorno prima della sua morte. Il suo corpo, smembrato da Oseghale, è stato ritrovato il giorno seguente all’interno di due trolley in una zona periferica di Macerata. L’omicidio e lo smembramento della ragazza avvennero il 30 gennaio 2018, in un episodio che ha scosso l’opinione pubblica e ha suscitato dibattiti su violenza, droga e sistema giudiziario.
La decisione della Corte di Cassazione, attesa nelle prossime ore o domani mattina, potrebbe riaprire uno dei casi più controversi della cronaca italiana. Innocent Oseghale, attualmente detenuto nel carcere di Ferrara, attende con ansia l’esito del giudizio, secondo quanto riferito dai suoi legali. La sentenza potrebbe modificare il quadro di una condanna che, per la difesa, è basata su errori di ricostruzione e mancanza di prove sufficienti.
La difesa ha chiesto l’annullamento della sentenza o la revisione del processo, sostenendo che i fatti siano stati interpretati in modo errato. La Procura ha ribadito la richiesta di confermare l’ergastolo, sottolineando l’importanza della condanna per il rispetto della giustizia. Il caso di Pamela Mastropietro rimane un esempio di come le dinamiche complesse tra droga, psicologia e sistema penale possano influenzare i processi e le condanne.
La sentenza della Cassazione potrebbe rappresentare un momento di svolta per un caso che ha già suscitato molte polemiche e dibattiti. La verità, come ha sottolineato la difesa, dipende da una ricostruzione precisa e da una valutazione oggettiva delle prove. La decisione della Corte di Cassazione sarà cruciale per definire il destino di Innocent Oseghale e per chiarire i fatti che hanno portato a una condanna così severa.
