Procura Milano chiede archiviazione per Rocchi e Inter, nessuna frode sportiva
La Procura di Milano richiede l’archiviazione dell’inchiesta arbitri per l’ex designatore Rocchi e l’Inter. I pm Ascione e Ielo concludono: non provate irregolarità.

La Procura della Repubblica di Milano chiede l’archiviazione del procedimento nei confronti dell’ex designatore degli arbitri Pierluigi Rocchi e dell’Inter. I pm Maurizio Ascione e Paolo Ielo hanno firmato la domanda di conclusione delle indagini, stabilendo che non sussistono elementi di frode sportiva a carico del club nerazzurro e del funzionario federale. La richiesta segue l’iscrizione nel registro degli indagati avvenuta il 14 luglio e rappresenta un punto di svolta nell’inchiesta che aveva catturato l’attenzione dell’opinione pubblica sportiva italiana.
La fine delle indagini: nessuna irregolarità provata
Con la domanda di conclusione delle indagini firmata dal pm Ascione, come riferiscono le fonti, la Procura di Milano sostanzialmente ribalta le ipotesi iniziali che avevano portato all’apertura del fascicolo. L’assenza di elementi costitutivi di frode sportiva viene ufficialmente certificata nel documento depositato dai magistrati, chiudendo un capitolo che aveva generato dubbi e speculazioni nel mondo del calcio italiano.
L’inchiesta aveva riguardato le relazioni tra la designazione degli arbitri e possibili vantaggi competitivi, tema sempre sensibile nel contesto del calcio professionistico. Tuttavia, come emerge dalla richiesta di archiviazione, l’attività investigativa non ha prodotto riscontri in grado di sostenere accusazioni di irregolarità nei confronti di Rocchi e della società guidata da Beppe Marotta. I due pm titolari del fascicolo hanno concluso che le evidenze raccolte non permettono di configurare condotte delittuose.
L’Inter scagionata: il comunicato della società
La scagione dell’Inter da ogni accusa di frode sportiva rappresenta un risultato significativo per il club, che ha potuto contare su una difesa rigorosa durante l’inchiesta. La conclusione della Procura conferma l’assenza di irregolarità nella gestione amministrativa e sportiva della società nerazzurra rispetto alle tematiche oggetto delle indagini. La società ha sempre respinto le ipotesi ricostruttive della stampa, sostenendo la propria correttezza operativa.

Questo esito rappresenta anche un segnale di continuità istituzionale: gli organi inquirenti, dopo una fase iniziale che aveva visto divergenze interpretative, si sono ricongiunti attorno a una valutazione univoca dei fatti. La “ricomposizione” della Procura di Milano attorno alla conclusione di archiviazione testimonia l’approfondimento metodico delle indagini e l’affidabilità del lavoro svolto dai due magistrati nel mesi precedenti.
La richiesta di archiviazione non è automatica: dovrà essere vagliata dal giudice per le indagini preliminari, che avrà il compito di valutare se sussistono realmente i presupposti per l’uscita dal procedimento. Tuttavia, l’orientamento della Procura costituisce un elemento di peso considerevole in questa fase e normalmente precede l’accoglimento della richiesta da parte del gip. Restano in attesa di valutazione anche eventuali atti di opposizione, sebbene i destinatari della richiesta di archiviazione dispongano dello strumento del ricorso nel caso ritenessero insufficiente la chiusura delle indagini.
L’inchiesta, come riporta ilgiorno.it, è stata seguita con attenzione dagli addetti ai lavori del calcio italiano, dato il ruolo cruciale della designazione arbitrale nella definizione dei risultati sportivi. La conclusione chiede ora alla magistratura ordinaria una valutazione definitiva, attesa presumibilmente nei prossimi mesi. Intanto, il messaggio della Procura è chiaro: nessuna irregolarità provata ai danni dell’Inter e di Rocchi.
