Nuovi attacchi Usa all’Iran, Teheran annuncia di aver colpito base americana nel Kuwait
Sesta notte consecutiva di raid tra Usa e Iran. Teheran dichiara di aver colpito una base americana in Kuwait. Almeno 7 civili uccisi negli attacchi alle infrastrutture iraniane. Trump: “Stiamo vincendo”.

La notte tra mercoledì e giovedì segna il proseguimento degli scontri armati tra Stati Uniti e Iran nel cuore del Medio Oriente. Gli americani avrebbero colpito infrastrutture civili iraniane, mentre Teheran dichiara di aver raggiunto una base militare statunitense in Kuwait. Le sirene risuonano in diverse città della regione e gli attacchi si moltiplicano su più fronti, dalla Giordania al Bahrein, dal Qatar al Kuwait. Secondo quanto riferisce askanews, presunti proiettili iraniani sono stati intercettati nei cieli fino ad Amman, capitale della Giordania, nel corso della notte appena trascorsa.
Questo è il sesto attacco consecutivo che colpisce l’Iran dalle operazioni militari statunitensi. Gli obiettivi americani hanno raggiunto diversi ponti e, in particolare, la torre di controllo marittima della città portuale di Chabahar. Le conseguenze degli attacchi includono almeno sette civili uccisi nella zona di Bandar Khamir, secondo quanto riportano i media. Le esplosioni sono state visibili anche nei cieli di Doha, capitale del Qatar, dove la ricaduta degli scontri regionali si avverte a centinaia di chilometri di distanza.
La denuncia all’Onu e le accuse di crimini di guerra
L’escalation ha spinto la diplomazia iraniana a muoversi attraverso i canali internazionali. Amir-Saeid Iravani, inviato di Teheran presso le Nazioni Unite, ha inoltrato una comunicazione al segretario generale António Guterres per denunciare quello che definisce “l’ultima aggressione”. Nel documento, la rappresentanza iraniana classifica gli attacchi come crimini di guerra. La mossa diplomatica riflette la gravità con cui il governo di Teheran percepisce le operazioni militari americane, particolarmente considerate illegittime poiché dirette contro strutture civili piuttosto che esclusivamente contro obiettivi militari.
Da parte sua, gli Stati Uniti mantengono una posizione di forza. Il presidente Trump ha rivolto un messaggio alla nazione dichiarando che “stiamo vincendo e presto ne vedrete i frutti”, inquadrando gli attacchi come parte di una strategia vincente nel confronto con l’Iran. La dichiarazione del presidente statunitense suggerisce che le operazioni militari continueranno e che Washington intende consolidare il proprio vantaggio tattico nella regione.

Attacchi coordinati su più fronti regionali
La situazione si complica per il coinvolgimento contemporaneo di più Stati mediorientali. Secondo askanews, l’esercito iraniano ha annunciato di aver preso di mira con droni installazioni militari statunitensi non solo in territorio iraniano, ma anche nei Paesi vicini, estendendo il raggio d’azione degli attacchi iraniani. Kuwait, Bahrein e Qatar diventano quindi teatri secondari di uno scontro che rimane fondamentalmente tra Washington e Teheran. Gli attacchi incrociati si moltiplicano da sud a nord: dal Bahrein alla Giordania, le operazioni militari continuano senza sosta.
La presenza di basi americane dislocate su tutto il Medio Oriente rende la regione particolarmente vulnerabile a eventuali rappresaglie iraniane. Ogni hub logistico, ogni infrastruttura di controllo e ogni installazione militare americana diventa un potenziale obiettivo. Nel contempo, le infrastrutture civili iraniane – ponti, torri di controllo, impianti portuali – rimangono esposte ai raid aerei statunitensi, con il rischio crescente di vittime tra la popolazione civile.
Le tensioni continueranno a caratterizzare i prossimi giorni. La sesta notte consecutiva di scontri indica che entrambe le parti non intendono arretrare nel breve termine, mentre la comunità internazionale osserva sviluppi che potrebbero avere ripercussioni ben oltre i confini della regione mediorientale.
