Mostra fotografica e convegno sulla caccia scatenano polemica a Sacile
Polemica a Sacile tra mostra fotografica e convegno sulla caccia con richiami vivi.

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La Sagra dei Osei di Sacile, in provincia di Pordenone, ha visto scaturire una forte polemica tra chi ama la natura e chi sostiene la tradizione venatoria. Il giovane Carlo Dal Cin, laureato in Scienze per l’Ambiente e la Natura, ha espresso disappunto per il fatto che la sua mostra fotografica, dedicata alla fauna selvatica, fosse stata posta in contrapposizione a un convegno sull’abuso degli uccelli utilizzati come richiami vivi. «Mi sono sentito preso in giro», ha detto il ragazzo, accompagnato dal padre Ezio, anch’egli noto fotografo. La mostra, che aveva ricevuto l’elogio del presidente dei Naturalisti sacilesi Andrea Gazzetta, era stata organizzata per essere un momento di osservazione e rispetto per la fauna, senza alcuna intromissione. Dal Cin, però, ha scoperto all’ultimo momento che le sue foto sarebbero state esposte accanto a un dibattito sull’abuso di uccelli in caccia, un tema diametralmente opposto al suo approccio.
Una scelta che ha suscitato contestazione
La decisione di ospitare il convegno dell’associazione venatoria Anuu all’interno della mostra fotografica ha suscitato reazioni forti tra i cittadini. Sui social, commenti di condanna sono arrivati in massa, con pochi a favore del dibattito. «Barbari senza umanità», ha scritto un utente, mentre un altro ha commentato: «Evolviamoci, siamo nel 2026». L’associazione Selvatico urbano ha unito la sua voce al coro di protesta, sottolineando l’assenza di rispetto per la fauna. «La natura non è un tema da dibattito, ma un patrimonio da proteggere», ha sottolineato un rappresentante. La mostra, inizialmente pensata come un momento di osservazione e rispetto, è diventata un simbolo di conflitto tra due visioni della natura: quella che la osserva e quella che la caccia.
Un dibattito in un contesto poco adatto
Il convegno, che si è svolto in una chiesa sconsacrata, ha visto la presenza di non più di una ventina di persone. Molti, invece, hanno preferito visitare la mostra fotografica, rimanendo a lungo davanti alle immagini di animali selvaggi. «Le temperature ancora molto alte hanno stemperato la contestazione iniziale», ha osservato un testimone. Tuttavia, la scelta di ospitare il dibattito in un contesto così diverso ha suscitato critiche anche all’interno della Pro Sacile. Secondo alcuni, la decisione non è stata ben accolta, e si è ipotizzato che potesse provenire da una volontà politica di politicizzare la sagra. «La Pro sembra aver trasformato alcuni appuntamenti in una vetrina istituzionale», ha scritto una lista civica, Laboratorio 33077, accusando la Pro di aver perso la genuinità della tradizione.
Carlo Dal Cin, che si appresta a tornare allo studio per la laurea magistrale a Venezia, ha espresso la sua volontà di lavorare nel settore della natura, con un approccio rispettoso per la fauna. La sua esperienza ha messo in luce una profonda divisione tra chi guarda e chi caccia. «Lavorare in questo settore, nella Natura, magari a contatto con la fauna», ha detto, sempre con il massimo rispetto per la stessa. La sua esperienza, però, ha messo in luce una profonda divisione tra chi guarda e chi caccia, una contrapposizione che sembra non voler trovare un punto d’incontro. La Sagra dei Osei, in questo contesto, non è più solo una festa, ma un simbolo di una lotta tra due visioni della natura, una che la osserva e una che la caccia.
