Morte Fakir, presidente 118: medico avrebbe potuto salvarlo con sedazione

Il presidente della Società italiana sistema 118 analizza il caso Fakir: critica l’intervento della polizia e sostiene che la presenza di un medico avrebbe potuto evitare il decesso. La procura acquisisce le linee guida del Viminale.

Intervento di emergenza e analisi su operazioni di polizia durante un fermo
Intervento di emergenza e analisi su operazioni di polizia durante un fermo

Secondo Mario Balzanelli, presidente della Società italiana sistema 118, la morte di Abderrahim Fakir avrebbe potuto essere evitata con l’arrivo tempestivo di un medico sul luogo dell’intervento. Balzanelli ha inoltre criticato aspramente le modalità con cui gli agenti di polizia hanno contenuto l’uomo, definendo la manovra utilizzata come scorretta e potenzialmente letale per le conseguenze fisiche che produce. La procura di Bologna intanto procede nell’inchiesta acquisendo la documentazione normativa delle forze dell’ordine per verificare l’aderenza delle procedure seguite.

La ricostruzione del presidente del 118

Balzanelli ha spiegato che dinanzi a uno stato di agitazione psicomotoria come quello presentato da Fakir, un medico avrebbe potuto intervenire con sedazione farmacologica, risolvendo il quadro clinico attraverso i mezzi appropriati della medicina d’emergenza. La sedazione rappresentava l’opzione terapeutica corretta per gestire la situazione senza rischi letali, secondo l’analisi del presidente del 118.

Nel caso specifico, Balzanelli ha individuato anche un ulteriore fattore di rischio nella somministrazione dello spray al peperoncino utilizzato per immobilizzare Fakir. Questo agente irritante, in combinazione con le altre circostanze, avrebbe potuto produrre effetti negativi significativi sul soggetto già in condizione critica.

Contenzione fisica e rischi sulla salute

Il nodo centrale della critica del presidente del 118 riguarda la contenzione fisica prolungata in posizione prona, con il peso degli operatori sul torace e la compressione della nuca. Secondo Balzanelli, questa modalità di contenimento, quando mantenuta nel tempo, rappresenta una manovra estremamente rischiosa capace di provocare esiti fatali. La letteratura medica internazionale ha ampiamente documentato come la posizione prona con compressione toracica e cervicale costituisca un elemento critico nei decessi in custodia.

Le procedure adottate dagli agenti durante il fermo vengono ora scrutinizzate dalla magistratura bolognese, che ha deciso di approfondire specificamente l’aderenza alle linee guida del Ministero dell’Interno. La procura ha infatti acquisito la documentazione normativa che disciplina gli interventi di polizia e i protocolli di contenzione per valutare se quanto accaduto rientri nei parametri autorizzati dalle procedure ministeriali.

Dalle informazioni acquisite emerge anche un dettaglio relativo al comportamento di uno degli operatori intervenuti. Balzanelli ha fatto riferimento a quello che definisce “il più sbruffone”, identificando nello stesso poliziotto che domenica teneva le mani sulla testa di Fakir un comportamento che il presidente del 118 implicitamente critica. Altre dichiarazioni testimoniano inoltre problematiche nel corso del fermo, come la denuncia riguardante la rottura di una protesi durante l’operazione.

L’indagine della procura bolognese si concentra dunque su due fronti paralleli: da un lato, verificare se le procedure di contenzione e immobilizzazione rispettassero i protocolli ministeriali; dall’altro, accertare come mai non sia stato richiesto l’intervento di personale sanitario in una situazione che avrebbe evidentemente richiesto competenze mediche per una gestione sicura. La prospettiva del presidente del 118 enfatizza proprio questa lacuna organizzativa, suggerendo che la catena di intervento avrebbe dovuto includere il tempestivo coinvolgimento di un medico in grado di affrontare farmacologicamente la condizione di agitazione psicomotoria manifestata da Fakir.

La ricostruzione dei fatti e l’acquisizione della documentazione normativa rappresentano fasi cruciali per stabilire responsabilità e eventuali violazioni procedurali. Nel frattempo, le osservazioni del presidente della Società italiana sistema 118 contribuiscono a alimentare il dibattito pubblico sulla formazione degli operatori e sui protocolli di sicurezza durante gli interventi di polizia, specialmente in situazioni che coinvolgono soggetti in evidente disagio psichico o fisico.