Un modello matematico per comprendere le ondate di West Nile

Un modello fisico-matematico sviluppato da ricercatori napoletani aiuta a interpretare le ondate epidemiche di West Nile.

Ricercatori napoletani utilizzano un modello matematico per analizzare le ondate di infezione da West Nile
Ricercatori napoletani utilizzano un modello matematico per analizzare le ondate di infezione da West Nile

Un team di ricercatori dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, guidati da Andrea Maria Chiariello, ha sviluppato un modello fisico-matematico in grado di interpretare i dati epidemiologici e simulare l’evoluzione delle ondate di infezione da West Nile. L’obiettivo è comprendere come le condizioni ambientali, come temperatura e umidità, influenzino la diffusione del virus attraverso le zanzare. L’approccio, basato su una versione quantistica del “gioco della vita”, permette di ricostruire dinamiche complesse e di testare scenari possibili per migliorare la prevenzione.

Un modello flessibile per studiare le epidemie

Il modello, sviluppato da Chiariello e coautori, si basa su due elementi principali: la popolazione umana e i vettori virali, ovvero le zanzare. La popolazione evolve in base a una versione quantistica del “gioco della vita”, un modello matematico creato negli anni ’70 per studiare come interazioni locali possano generare comportamenti collettivi complessi. Questo approccio permette di simulare la dinamica e la mobilità della popolazione umana, in modo da comprendere come le zanzare interagiscono con gli individui e causino nuove infezioni. Le condizioni ambientali influenzano la diffusione del virus. Secondo i ricercatori, quando le condizioni ambientali favoriscono una maggiore presenza di zanzare, aumentano anche le opportunità di diffusione del virus. Il modello, calibrato sui dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), è in grado di ricostruire con grande accuratezza le ondate osservate in Italia negli anni precedenti, come il 2025, quando un numero elevato di casi è stato registrato in Lazio, Campania e Veneto.

Un strumento per migliorare la prevenzione

Il modello, una volta calibrato sui dati reali, consente di testare diversi scenari. È possibile, ad esempio, simulare cosa accade se la popolazione di zanzare aumenta o diminuisce a causa di interventi di controllo e disinfestazione. Le simulazioni mostrano come variazioni nella presenza delle zanzare possano modificare sensibilmente l’andamento dell’ondata epidemica.

L’approccio è inoltre molto flessibile e può essere esteso allo studio di altre infezioni trasmesse da vettori, come Dengue e Zika, diffuse soprattutto in America Latina e anch’esse studiate dal gruppo di Chiariello con questo metodo. Al momento, il gruppo sta utilizzando i dati del 2026 forniti dall’ISS per valutare possibili scenari sulla stagione attuale. Il messaggio dei ricercatori è semplice: nessun allarmismo. Limitare le condizioni che favoriscono la proliferazione delle zanzare, come evitare ristagni d’acqua, può contribuire alla prevenzione. Intervenire sulla presenza delle zanzare significa agire direttamente su uno degli elementi che influenzano in maniera importante la possibilità di diffusione del virus.