Scontro su sanità, scuola e pensioni: sindacati e opposizioni all’attacco
Scontro su sanità, scuola e pensioni: sindacati e opposizioni all’attacco
Il dibattito sulla manovra di bilancio si intensifica con scontri tra governo e sindacati su sanità, scuola e pensioni. Le sigle sindacali e le opposizioni parlamentari avanzano critiche e richieste, mentre il governo rimane aperto al confronto ma senza stravolgimenti. Il vice premier Antonio Tajani ha incontrato la leader della Cisl Daniela Fumarola, ma la linea rimane quella di eventuali correttivi limitati al testo, per non alterare i saldi di finanza. La situazione si complica con tagli previsti su docenti e personale Ata, riduzione di risorse per la sanità e la rivalutazione delle pensioni, che alimentano preoccupazioni e mobilitazioni possibili.
Sanità e scuola: tagli e preoccupazioni
La sanità e la scuola rappresentano i temi centrali del dibattito. La Fondazione Gimbe denuncia un “progressivo indebolimento” del Servizio sanitario nazionale, mentre la Fp Cgil avverte del “fortissimo rischio di chiusura di ospedali”. In termini assoluti, le risorse per la sanità aumentano, ma il loro peso rispetto al Pil diminuisce: dal 6,14% nel 2026 al 5,87% nel 2029. L’Associazione Presidi non condivide i tagli previsti su docenti e personale Ata, sottolineando che il calo demografico dovrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare il servizio scolastico, non solo per ridurre i costi.
La Gilda chiede un “cambio di rotta” e una “stravolto” della legge di bilancio con emendamenti e risorse immediate, altrimenti si prevede una mobilitazione. La Uil chiede un incontro con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, mentre diverse sigle sindacali annunciano una possibile mobilitazione se non verrà rivista la norma con modifiche sul turn over che riduce l’organico scolastico.
Pensioni e risparmi: un equilibrio delicato
Le pensioni e i risparmi previsti rappresentano un altro punto di tensione. La riduzione di 100 milioni di euro dal 2027 dello stanziamento per l’assegno di inclusione, con un risparmio di 300 milioni nel triennio 2027-2029, ha suscitato preoccupazioni. La disposizione lascia invariati i requisiti di accesso e l’importo spettante alle famiglie, ma la relazione tecnica motiva la riduzione con il monitoraggio della spesa nel 2026 e con le previsioni per gli anni successivi.
Il leader di FI sottolinea che “abbiamo ascoltato tutte le richieste della Cisl” e che l’impegno è quello di valutare cosa si può fare per migliorare la questione che riguarda soprattutto i pensionati. La Cisl, attraverso Fumarola, ha espresso preoccupazioni sulle pensioni, sulla scuola e sulla sanità, ma ha trovato la disponibilità ad affrontare i temi, con la consapevolezza che la coperta è corta.
Un calendario parlamentare in movimento
Il calendario parlamentare della manovra si avvia con l’ufficio di presidenza della Commissione Bilancio della Camera, che dovrà elaborare un calendario del percorso in aula del testo della manovra. Le audizioni dovrebbero svolgersi dal 9 al 12 novembre, mentre il termine di chiusura degli emendamenti potrebbe essere fissato al 17 novembre. I partiti di maggioranza lavorano alla scelta dei relatori, tra cui Angelo Rossi di FdI, Mauro D’Attis per FI e Saverio Romano per Noi Moderati. Per la Lega alcune voci parlano di Alberto Gusmeroli, che però presiede già la Commissione Finanze. L’auspicio nell’esecutivo è che il voto porti a una situazione in cui Donald Trump possa mantenere almeno le redini del Senato, evitando possibili ulteriori scossoni che potrebbero portare a un nuovo aumento dei prezzi energetici.
