L’Europa in bilico tra scorte e dipendenza: il gas russo e il destino del gasolio
L’Europa si prepara all’inverno con scorte ai minimi e dipendenza dal gas russo, mentre gli Usa decidono il futuro del settore.
L’Europa si prepara all’inverno con scorte di gas naturale ai minimi storici e una dipendenza crescente dal gas russo, mentre la decisione di Washington potrebbe decidere il destino del settore. La situazione, descritta oggi sul Corriere della Sera, mette in luce una contraddizione tra la riduzione delle riserve e l’aumento delle importazioni da Mosca. I depositi di metano del Continente toccano il 72% di pieno, contro il 83% dello scorso anno, con un calo di 7,3 miliardi di metri cubi rispetto al periodo precedente. Questo scenario, aggravato da una crisi nel Golfo Persico che ha paralizzato uno dei principali snodi del GNL mondiale, ha portato i prezzi del gas a salire alle stelle.
La dipendenza dal gas russo e il ruolo di Novatek
Il ruolo del gas russo nell’approvvigionamento europeo è crescente, con un record storico di importazioni da terminali dell’Artico siberiano gestiti da Novatek. Nei primi nove mesi dell’anno, sono arrivati in Europa ben 16 miliardi di metri cubi di GNL, un volume senza precedenti. Il maxi-impianto di Yamal, in particolare, ha svolto un ruolo cruciale, con l’80% del gas partito da lì destinato ai porti europei, soprattutto in Francia. Il colosso francese TotalEnergies, socio al 20% di Yamal, ha svolto un ruolo chiave nel trasferimento del metano verso il centro Europa, attraverso i gasdotti. Questo flusso ha generato un affare di quasi 8 miliardi di euro per Novatek.
La decisione di Washington potrebbe influenzare direttamente la situazione. Il Lindsey Graham Act, approvato dal Congresso americano, impone al Presidente Donald Trump di decidere se inserire Novatek nella lista nera delle sanzioni statunitensi. Se la Casa Bianca dovesse colpire Novatek, le banche, le assicurazioni e gli armatori internazionali sarebbero costretti a abbandonare immediatamente il progetto Yamal, con conseguenze dirette per l’Europa. La chiusura dei rubinetti russi potrebbe spingere i Paesi membri a dover tagliare i consumi invernali di ben 14 miliardi di metri cubi, circa il 7% del fabbisogno totale.
Le conseguenze economiche e la strategia dell’UE
Al di là delle decisioni politiche, si intrecciano forti interessi economici. Alcuni osservatori ricordano come ambienti finanziari statunitensi vicini all’amministrazione abbiano stretto in passato accordi di cooperazione con Novatek per progetti energetici in Alaska. La decisione di Trump rivelerà se la linea dura contro la Russia prevarrà sugli affari di settore. Resta un dato oggettivo: le sorti dell’inverno e della sicurezza energetica europea non si decidono a Bruxelles, ma sui tavoli della politica americana.
Intanto, l’Italia si è salvata grazie all’intervento pubblico, che ha garantito un premio di giacenza agli operatori per mettere il sistema al riparo. L’Italia, però, non è l’unica a dover affrontare la situazione: l’UE ha pianificato lo stop totale alle importazioni di GNL russo a lungo termine, ma i divieti scatteranno formalmente solo più avanti. E anche questo aspetto potrebbe creare problemi, soprattutto se le decisioni di Washington non si allineano con i piani di Bruxelles.
La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che il gas liquefatto copre il 40% del fabbisogno europeo, ma le stime dell’Ieefa parlano chiaro: per arrivare a primavera senza rischi serviranno quasi 100 miliardi di metri cubi d’importazione. Il costo di rimpiazzare le riserve mancanti sul mercato globale potrebbe raggiungere i 3 miliardi di euro in più per i governi. L’Europa, quindi, si trova in una situazione di estrema tensione, con scorte ai minimi e una dipendenza dal gas russo che potrebbe essere interrotta in modo improvviso e drastico. La decisione di Washington potrebbe decidere il destino del gas russo in Europa. L’UE ha pianificato lo stop totale alle importazioni di GNL russo a lungo termine, ma i divieti scatteranno solo più avanti. La dipendenza dal gas russo è un fattore chiave per la sicurezza energetica europea.
