Jovanotti a 60 anni: “La musica è roba da anziani”
Jovanotti a 60 anni parla del cambiamento generazionale e del tour estivo.
Un tour a 60 anni: la musica è roba da anziani
Lorenzo Jovanotti, a 60 anni, ha aperto il tour estivo del Jova Summer Party 2026 a Olbia, con un messaggio chiaro e diretto: “La musica è roba da anziani”. L’artista ha sottolineato come il settore musicale abbia visto un’evoluzione radicale, con nuove generazioni che portano con sé valori e stili diversi da quelli del passato. “C’è una musica nuova che esce e mi disorienta, con la quale faccio fatica ad entrare in sintonia per una questione di linguaggio”, ha spiegato, riconoscendo la difficoltà di adattarsi a un linguaggio musicale che non conosce.
La musica come esperienza di vita
Per Jovanotti, la musica non è solo un’attività, ma una forma di esistenza. “La musica è roba da anziani”, ha detto, riferendosi al fatto che il settore ha visto un’evoluzione radicale, con nuove generazioni che portano con sé valori e stili diversi da quelli del passato. “C’è una musica nuova che esce e mi disorienta, con la quale faccio fatica ad entrare in sintonia per una questione di linguaggio”, ha spiegato, riconoscendo la difficoltà di adattarsi a un linguaggio musicale che non conosce.
Un festival in movimento: il tour in bicicletta
Il Jova Summer Party 2026 non è solo un festival, ma un viaggio che si svolge lungo oltre 2.000 chilometri in bicicletta. Jovanotti ha spiegato che il format è un’esperienza unica, in cui la gente vive un’esperienza di una giornata come fosse un festival. “Questo formato è grande, perché facciamo grandi numeri, però è un formato in cui c’è comunque una rottura degli schemi dello stadio”, ha sottolineato, riconoscendo l’unicità del progetto. La musica come antidoto alle tragedie
Per Jovanotti, la musica è un antidoto alle tragedie che stiamo vivendo. “Voglio che sia una festa, ne abbiamo bisogno per quello che la musica può fare in mezzo alle tragedie che stiamo vivendo e dallo scrolling continuo di notizie drammatiche”, ha concluso con un sorriso, mostrando la sua voglia di stupire ancora da “eterno ragazzo”.
Il tour vede la partecipazione di artisti internazionali come Gabry Ponte, che ha interpretato il ruolo di guest star e main DJ. La line-up, composta da Dov’è Liana, Il Mago del Gelato, Nana Benz du Togo, Chicha Libre, HEVA e BELS, ha portato una varietà di sonorità, da elettronica a pop, passando per psichedelia e musica da ballo. “L’Italia è diventata molto chiusa musicalmente, siamo diventati molto ombelicali”, ha detto Jovanotti, riconoscendo la necessità di apertura verso sonorità diverse.
Un cortometraggio e un’esperienza collettiva
Il tour si apre ogni sera con “L’arca di Lorè”, un cortometraggio poetico e avventuroso scritto da Jovanotti insieme a Federico Taddia e Steve Polli. Il filmato, diretto da lui stesso, si basa sul simbolo della barchetta di carta, che rappresenta una soglia narrativa tra il villaggio del pomeriggio e il live serale. “Un riferimento alla Global Sumud Flotilla? Lo è in maniera involontaria, e questo non mi dispiace”, ha detto, riconoscendo l’impatto simbolico del lavoro. Le condizioni fisiche e la passione
Jovanotti ha parlato apertamente delle sue condizioni fisiche, rivelando di convivere con un danno neurologico permanente. “Ogni giorno sto un po’ peggio, ma ci convivo felicemente perché capisco cosa posso fare”, ha detto, mostrando una forza interiore che lo accompagna nel tour. L’impresa in bicicletta, pur non essendo un record, è un simbolo di resistenza e di passione.
Nello stadio, Jovanotti ha sottolineato come l’esperienza collettiva di massa sia l’unica grande liturgia rimasta. “Nello stadio lo spettacolo sei tu che vivi l’esperienza collettiva di massa, l’unica grande liturgia rimasta”, ha detto, riconoscendo il potere unificatore della musica. Tuttavia, ha anche espresso preoccupazione per la qualità del suono e la riduzione dei club dove si suona dal vivo. Con il Jova Summer Party 2026, Lorenzo Jovanotti continua a esprimere la sua passione per la musica, nonostante le sfide e i cambiamenti del mondo. Il tour, che si svolge tra palco e strade, è un’esperienza unica, in cui la musica diventa un’arma di resistenza e di connessione.
