Iran sospende accordo con gli Usa, Trump ha firmato carta priva di valore
L’Iran annuncia la sospensione degli impegni del memorandum con gli Stati Uniti dopo gli attacchi americani. La Guida Suprema promette lezioni indimenticabili in risposta alle violazioni.

L’Iran ha formalmente sospeso gli impegni derivanti dal memorandum d’intesa stipulato con gli Stati Uniti, definendo la firma americana come carta priva di valore legale. L’annuncio arriva dopo una fase di escalation militare nel Golfo Persico, dove raid aerei americani hanno colpito obiettivi iraniani per sette notti consecutive, mentre le forze armate di Teheran hanno lanciato missili e droni contro installazioni statunitensi nella regione. La decisione rappresenta una frattura formale nelle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, con la Guida Suprema dell’Iran che ha parlato al popolo attraverso l’emittente Irib.
La Guida Suprema ha rilasciato un messaggio ufficiale incentrato sulle ripetute violazioni degli accordi commesse dagli Stati Uniti. Nel comunicato ha annunciato lezioni indimenticabili come risposta agli attacchi americani, segnalando che Teheran intende proseguire con azioni concrete e non solo dichiarazioni diplomatiche. La sospensione dell’accordo viene presentata come conseguenza diretta delle operazioni militari Usa, non come un gesto isolato, ma parte di una strategia più ampia di deterrenza.
Gli attacchi e le contromisure nel Golfo
Le operazioni militari nel Golfo Persico hanno registrato un’intensificazione senza precedenti. Le forze armate iraniane hanno annunciato di aver colpito obiettivi militari statunitensi situati in Kuwait e Giordania, rivendicando così azioni di rappresaglia dirette. La tv di stato iraniana ha diffuso immagini che attesterebbero il lancio di missili e droni contro le navi americane presenti in Qatar, Kuwait e Oman, secondo quanto reso noto da askanews il 17 luglio. Le difese aeree kuwaitiane hanno dovuto contrastare missili e droni ostili, e a Kuwait City le sirene di allarme hanno risuonato ripetutamente durante gli attacchi.
Da parte americana, il Comando centrale degli Stati Uniti ha confermato operazioni aeree continuative sulla zona, documentando i danni infrastrutturali prodotti dai raid. Secondo il Centcom, gli attacchi hanno colpito anche infrastrutture civili, con immagini diffuse dalla tv di stato iraniana che mostrano ponti danneggiati. Sul versante dei danni umani, quattro soldati americani sono stati evacuati in ospedale in Giordania e successivamente dimessi, indicando che le contromisure iraniane hanno avuto effetto seppur con conseguenze limitate per il personale Usa.
Il contesto diplomatico e le violazioni denunciate
La sospensione dell’accordo si inscrive in un quadro di deterioramento progressivo delle relazioni tra Washington e Teheran. L’Iran accusa gli Stati Uniti di aver violato ripetutamente i termini del memorandum, configurando così una rottura che la Guida Suprema ha deciso di formalizzare proprio in questo momento critico. La retorica ufficiale iraniana enfatizza l’illegittimità della posizione americana, negando validità giuridica a un documento firmato da Trump.
Questa dichiarazione assume rilevanza simbolica e pratica insieme. Dal punto di vista simbolico, ribadisce l’autonomia decisionale di Teheran di fronte alla superpotenza americana. Sotto il profilo pratico, elimina ogni vincolo formale che potrebbe limitare le azioni iraniane nel contesto delle tensioni regionali. La mossa rappresenta un gesto di sfida nel momento in cui gli attacchi americani proseguono senza interruzione, suggerendo che Teheran non intende limitarsi a reazioni verbali ma consolidare un cambio di paradigma nelle relazioni bilaterali.
Le implicazioni dell’escalation rimangono significative per l’intera regione del Golfo Persico, dove le potenze regionali e gli alleati americani seguono sviluppi che potrebbero alterare equilibri consolidati da anni. La situazione manterrà alto livello di tensione finché non emergeranno segnali di de-escalation da entrambi i fronti.
