Il governo Meloni batte il record di longevità della Repubblica

Il governo Meloni supera il record di longevità della Repubblica, raggiungendo 1.412 giorni di vita.

Il governo Meloni, in seduta di governo, discute le misure di sicurezza e contrasto all'immigrazione
Il governo Meloni, in seduta di governo, discute le misure di sicurezza e contrasto all’immigrazione

Il governo Meloni, guidato da Giorgia Meloni, è diventato il più longevo della Repubblica italiana, superando il record precedente detenuto dal governo Berlusconi II. Dopo 1.412 giorni di vita, il governo attuale, entrato in carica il 22 ottobre 2022, ha raggiunto un traguardo storico, diventando il sessantottesimo esecutivo della Repubblica e il primo guidato da una donna. Questo risultato conferma la stabilità politica che Meloni ha sottolineato più volte negli ultimi due anni, ritenuta fondamentale per i rapporti con i governi degli altri Paesi.

Nonostante la longevità del governo, non sono mancati momenti di frizione anche tra gli alleati. Tra i primi episodi di tensione, si ricorda lo scontro con Silvio Berlusconi, avvenuto nei giorni in cui si stava formando la squadra dell’esecutivo. Un episodio che ha visto la leader di FdI rispondere con fermezza a un appunto del “Cav” in cui era definita “supponente, prepotente, arrogante e offensiva”, aggiungendo senza esitazioni: “Mi pare che tra quegli appunti mancasse un punto e cioè ‘non ricattabile’.”

Politiche di sicurezza e contrasto all’immigrazione

Da subito, il governo Meloni ha posto al centro la sicurezza e il contrasto dell’immigrazione illegale. Il primo decreto legge varato pochi giorni dopo il giuramento ha interessato i rave party e la disciplina dell’ergastolo ostativo. Successivamente, con il cosiddetto decreto Caivano, nel settembre 2023, la squadra ha affrontato la questione della criminalità giovanile, dell’abbandono scolastico e delle periferie. Una risposta mirata al fenomeno delle baby gang è il ddl sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri a metà luglio e ora all’esame del Parlamento. I centri in Albania per i migranti irregolari sono stati al centro dell’attenzione mediatica e della lotta politica con le opposizioni. Meloni ha difeso questa decisione, sottolineando che l’Italia sta seguendo un modello che anche l’Europa sta adottando. La politica di sicurezza, insieme al contrasto all’immigrazione, rimane uno dei cavalli di battaglia del governo.

Relazioni internazionali e posizione atlantica

Nel campo internazionale, il governo ha mantenuto una linea atlantica, con Meloni che si è personalmente impegnata per far sì che l’Italia fosse un “ponte” tra l’Europa e gli Stati Uniti. La premier ha avuto un buon rapporto con Joe Biden e anche con Donald Trump, sebbene l’attacco all’Iran da parte di Washington abbia modificato lo scenario. Una fotografia dei due leader sorridenti al G7 di Evian sembrava aver messo fine al “gelo”, ma poco dopo Trump ha riferito che Meloni lo aveva “implorato” per fare quella foto. “Io e l’Italia non imploriamo mai”, ha risposto sui social, garantendo che l’Italia è una “nazione sovrana”.

Le relazioni con la Spagna sono state segnate da un braccio di ferro, con la decisione di sospendere l’accordo di Schengen per l’arrivo di migliaia di migranti nell’exclave di Ceuta. Pur senza una convergenza politica con Macron, le relazioni con la Francia sono proseguite all’insegna del buon vicinato.