Fermo preventivo anche per i minorenni: il nuovo decreto Sicurezza approvato
Il Consiglio dei ministri approva il decreto Sicurezza con estensione del fermo preventivo ai minorenni nella movida. Vigili urbani autorizzati ai controlli.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo disegno di legge sulla sicurezza, che introduce il fermo preventivo anche per i minorenni impegnati in episodi di movida e maranza. La misura è volta alla prevenzione di reati che possano turbare l’ordine pubblico, secondo quanto confermato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La norma rappresenta una significativa estensione delle competenze di controllo, allargando la platea dei soggetti sottoposti a fermo preventivo e ampliando i soggetti autorizzati a disporre tali provvedimenti.
Il provvedimento affronta contemporaneamente la questione della prevenzione del disagio giovanile. Il decreto non si limita alle sole misure restrittive, ma comprende anche norme volte a contrastare il disagio che emerge tra i giovani, cercando di intervenire sulle cause che generano comportamenti disordinati nella movida e fenomeni di maranza. Questa duplice dimensione del provvedimento riflette l’intento di affrontare il problema sia sul piano della sicurezza immediata che su quello della prevenzione sociale.
L’estensione ai vigili urbani
Una delle novità principali riguarda l’allargamento della facoltà di effettuare fermi preventivi. Anche i vigili urbani potranno procedere al fermo preventivo di minorenni durante i controlli nella movida, competenza che tradizionalmente era riservata alle forze di polizia di Stato e carabinieri. Questa delega ai corpi di polizia locale comporta implicazioni operative significative, poiché rende il controllo territoriale capillare e diffuso, soprattutto durante le ore serali e notturne quando i fenomeni di movida e disordine giovanile risultano più frequenti.
L’inclusione dei vigili urbani nel sistema di prevenzione risponde all’esigenza di distribuire i compiti di controllo su una rete territoriale più ampia. Come sottolineato dal ministro Piantedosi, la stretta sulla movida rientra in una strategia di prevenzione dei reati che turbino l’ordine pubblico, affrontando fenomeni ricorrenti in molti centri urbani italiani soprattutto durante le ore notturne.
Il quadro normativo e gli obiettivi
Il nuovo decreto Sicurezza si inserisce in una progressiva evoluzione della legislazione italiana sulla prevenzione. L’estensione del fermo preventivo ai minorenni rappresenta un cambio di approccio, poiché in precedenza questa misura era generalmente riservata a soggetti maggiorenni. La giustificazione risiede nella necessità di intervenire precocemente su comportamenti che, se lasciati incontrollati, potrebbero degenerare in violazioni dell’ordine pubblico più gravi.

Il provvedimento intende affrontare simultaneamente la repressione dei comportamenti disordinati e la prevenzione del disagio che li genera. Questo approccio duplice suggerisce una consapevolezza che il fenomeno della movida violenta non sia unicamente un problema di sicurezza ordinaria, ma implichi anche dimensioni sociali e di malessere giovanile che necessitano di interventi specifici. Le norme sul disagio giovanile allegate al decreto rappresentano appunto questo aspetto preventivo.
L’approvazione da parte del Consiglio dei ministri dà al provvedimento il via libera per proseguire l’iter parlamentare. Il decreto dovrà ora passare per l’approvazione della Camera e del Senato prima di acquisire forza di legge definitiva. Nel frattempo, la comunicazione dell’esecutivo evidenzia la priorità assegnata alle questioni di ordine pubblico e ai controlli sulla movida, tematiche che risultano centrali nell’agenda del governo sulla sicurezza.
La misura assume particolare rilevanza nel contesto dei centri urbani dove episodi di violenza durante le ore serali hanno registrato incrementi nel corso degli ultimi anni. Il fermo preventivo si configura come strumento di intervento anticipato, prima che comportamenti potenzialmente pericolosi si concretizzino in reati effettivi, permettendo alle autorità di interrompere situazioni critiche sul nascere e disperdere assembramenti che potrebbero generare disordini.
Aggiornamento, 15/07/2026 ore 01:13
Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto legge sulla Sicurezza, introdotto dal titolare del Viminale Matteo Piantedosi, che estende il fermo preventivo anche ai minorenni per contrastare condotte pericolose negli spazi della movida e le violenze legate alle baby gang. La misura rappresenta un cambiamento significativo nell’ordinamento italiano, dove fino ad ora il fermo preventivo era una facoltà riservata ai maggiorenni. L’obiettivo dichiarato è prevenire reati che turbino l’ordine pubblico nei contesti di aggregazione giovanile sempre più caratterizzati da episodi di violenza e danneggiamento.
Il nuovo strumento contro le baby gang
Tra le novità introdotte dal decreto figura anche una nuova aggravante specifica per il reato di danneggiamento quando commesso in gruppo. Tale disposizione mira a scoraggiare gli episodi di violenza urbana che vedono protagonisti gruppi organizzati di giovani, spesso denominati maranza, responsabili di risse, danneggiamenti a strutture pubbliche e private, e intimidazioni nei luoghi di aggregazione notturna. La norma anti-baby gang rappresenta un rafforzamento della risposta penale per i comportamenti collettivi violenti.
Secondo quanto riferisce Agenzia Dire, il ministro Piantedosi ha confermato che il fermo preventivo esteso ai minori si accompagna anche a disposizioni relative a divieti di aggregazione, uno strumento già noto nel codice di procedura penale ma qui valorizzato come mezzo preventivo più efficace. La combinazione di fermo e divieti di stare insieme rappresenta un tentativo di interrompere i cicli di radicalizzazione che caratterizzano molti gruppi giovanili dediti a condotte violente.
La prevenzione attraverso il contrasto al disagio giovanile
Il decreto non si limita alle sole misure repressive. Sono previste anche norme specifiche destinate al contrasto del disagio giovanile, elemento riconosciuto come fattore di rischio sotteso alla violenza negli spazi pubblici. Questa componente preventiva del provvedimento intende affiancare agli strumenti coercitivi delle politiche e interventi orientati alle cause profonde della devianza minorile.
L’annuncio di Piantedosi sulla stretta anti-maranza arriva in un contesto dove i fenomeni di violenza legati alla movida registrano una crescente visibilità mediatica e un allarme sociale diffuso nelle amministrazioni locali. Le città italiane hanno sperimentato negli ultimi anni episodi ricorrenti di risse, vandalismi e aggressioni concentrate soprattutto nei fine settimana e nei periodi estivi, spesso coinvolgenti gruppi di adolescenti e giovani adulti.
L’estensione del fermo preventivo ai minorenni si inserisce in una logica di intervento precoce sulla condotta, permettendo alle forze dell’ordine di sottoporre a fermo per un periodo limitato giovani fermati con comportamenti potenzialmente pericolosi, senza necessariamente attendere un reato consumato. Si tratta di un meccanismo già presente nel nuovo decreto Sicurezza approvato dal governo in altre declinazioni, qui esteso a una fascia di popolazione precedentemente esclusa.
Il contesto normativo generale del governo in materia di ordine pubblico e sicurezza evidenzia una priorità attribuita al contrasto della conflittualità giovanile. Come parte della più ampia strategia europea, il nostro paese rimane focalizzato sulla priorità dell’Unione europea su immigrazione irregolare e freno a radicalizzazione islamica, ma le misure interne si concentrano anche sulla violenza giovanile urbana a prescindere da fattori migratori.
Le implications pratiche del provvedimento comporteranno un maggiore coinvolgimento delle questure nel monitoraggio dei contesti di movida e una valorizzazione dei poteri preventivi delle forze dell’ordine. Rimangono aperti interrogativi sulla compatibilità della misura con i principi di protezione dell’infanzia e su come operativamente le questure gestiranno fermi su minori, dato che la procedura comporta questioni critiche di comunicazione con le famiglie e con l’autorità giudiziaria minorile.
Il governo intende così rispondere a un’esigenza di sicurezza percepita come urgente dalle comunità locali, dove la movida violenta rappresenta ormai un elemento strutturale del fine settimana urbano. La prova concreta dell’efficacia di questo nuovo strumento dipenderà dall’applicazione pratica da parte degli operatori sul territorio.
