Equalize, richiesta processo per 74 imputati: oltre 800 vittime di spionaggio
Procura di Milano chiede rinvio a giudizio per 74 persone nell’inchiesta Equalize su dossieraggi illegali. Tra gli imputati il capo affari legali Eni Speroni e Leonardo Maria Del Vecchio. Seconda tranche dell’indagine.

La Procura di Milano ha depositato una maxi richiesta di rinvio a giudizio che coinvolge 74 persone nell’ambito dell’inchiesta Equalize sui dossieraggi illegali. Secondo quanto riportato dall’aggiunto Eugenio Fusco e dal pm Francesco De Tommasi, gli imputati sono 74 e le vittime di spionaggio superano le 800 persone. Si tratta della seconda tranche di questa vasta operazione investigativa dedicata alla raccolta abusiva di dati sensibili e informazioni riservate attraverso sistemi illegittimi di accesso a banche dati pubbliche e private.
Tra i 74 indagati per cui è stato richiesto il processo figura Stefano Speroni, capo degli affari legali dell’Eni, e Leonardo Maria Del Vecchio. La lista degli imputati comprende anche Enrico Pazzali, ex titolare dell’agenzia investigativa al centro dell’inchiesta, e l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, ritenuto uno dei principali responsabili dell’accesso illegittimo ai sistemi informatici. Completano il quadro degli imputati Giacomo Tortu, fratello del velocista olimpionico Filippo Tortu, e il banchiere Matteo Arpe.
La struttura dell’inchiesta e i profili degli indagati
L’inchiesta Equalize rappresenta uno dei più ampi scandali italiani legati allo spionaggio economico e istituzionale. La Procura meneghina ha ricostruito un sistema organizzato di illecito accesso a informazioni riservate che avrebbe coinvolto decine di soggetti operanti in settori diversi: dalla finanza all’industria, dalle istituzioni pubbliche ai servizi privati. Le vittime, oltre 800 in questa fase investigativa, sarebbero stati oggetto di indagini abusive volte a raccogliere informazioni personali, finanziarie e professionali da utilizzare per scopi non autorizzati.
Il ruolo di Pazzali, in quanto ex gestore dell’agenzia investigativa da cui è partito il sistema illecito, risulta centrale nell’inchiesta. Calamucci avrebbe fornito le competenze tecniche necessarie per eludere i sistemi di sicurezza e accedere alle banche dati senza autorizzazione. La presenza tra gli imputati di figure di rilievo come il direttore affari legali di una major petrolifera e di un membro della famiglia Tortu suggerisce l’ampiezza della rete di utilizzo di questi dati illecitamente acquisiti.
L’indagine della Procura di Milano, coordinata dall’aggiunto Fusco e dal pm De Tommasi, ha documentato un flusso sistematico di accessi non autorizzati alle principali piattaforme informative pubbliche e private nel corso di diversi anni. Gli investigatori hanno ricostruito come i dati acquisiti attraverso canali illegittimi venissero successivamente distribuiti a committenti che richiedevano indagini su persone fisiche e giuridiche per ragioni commerciali, competitive o personali.
La seconda fase dell’inchiesta Equalize
Questa richiesta di processo rappresenta la seconda tranche di una inchiesta che ha già generato altre richieste di rinvio a giudizio in precedenti fasi. L’articolazione in più tranches consente alla Procura di perseguire progressivamente tutti i soggetti coinvolti nel sistema illecito, dalla struttura centrale dell’agenzia investigativa fino ai committenti finali e agli intermediari. Ogni fase dell’inchiesta ha consentito di allargare la mappa dei responsabili, tracciando le connessioni tra i diversi nodi della rete di spionaggio.
La decisione di depositare una richiesta con 74 imputati contemporaneamente testimonia la complessità raggiunta dall’indagine e il numero rilevante di persone coinvolte a vari livelli. Dalla manovalanza tecnica ai responsabili della struttura, dai beneficiari diretti dei dossier fino alle figure pubbliche e private che hanno commissionato le indagini abusive.
Adesso il fascicolo sarà trasmesso all’ufficio del giudice per le indagini preliminari, dove sarà deciso se accogliere la richiesta della Procura e rinviare gli imputati a giudizio dinanzi al tribunale ordinario. La decisione del gup rappresenterà un passaggio cruciale per determinare se sussistono elementi sufficienti a sostenere l’accusa in sede processuale nei confronti di tutti e 74 gli indagati per gli episodi di accesso abusivo a dati, violazione della privacy e, presumibilmente, associazione per delinquere finalizzata allo spionaggio economico.
