Eav, parte la nuova fase con Diamantini: «Un manager senza padrini politici»
Pietro Diamantini nuovo amministratore unico dell’Eav. Priorità sulla puntualità del servizio e sui nuovi treni. Cambio di governance per il trasporto pubblico campano.

Pietro Diamantini è il nuovo amministratore unico dell’Eav, la società che gestisce il trasporto pubblico della Campania. L’annuncio della sua nomina segna l’inizio di una nuova fase organizzativa per l’azienda, accompagnata da aspettative significative sulle capacità di rinnovamento e miglioramento dei servizi offerti ai passeggeri. Il nuovo assetto di governance è stato presentato ufficialmente, delineando le priorità e gli obiettivi che guideranno l’operato della società nei prossimi mesi.
La scelta di Diamantini, secondo quanto sottolineato dagli attori politici coinvolti, rappresenta una discontinuità rispetto al passato. L’enfasi sulla selezione di un manager privo di «padrini politici» rispecchia l’intenzione di affidare la gestione dell’ente a figure tecniche ritenute indipendenti da dinamiche politiche locali. Questo approccio vuole rispondere a critiche storiche circa l’influenza della politica sulle nomine ai vertici di società partecipate, problema ricorrente nel panorama della pubblica amministrazione regionale.
Puntualità e affidabilità come pilastri della gestione
Tra le priorità indicate da Diamantini durante la presentazione, spicca l’obiettivo di garantire un servizio caratterizzato da puntualità e affidabilità. La qualità del servizio offerto ai pendolari e ai cittadini è stata identificata come elemento centrale della strategia di rinnovamento dell’azienda. Le criticità storiche dell’Eav in termini di regolarità dei collegamenti rappresentano da anni una fonte di disagio per gli utenti e di discussioni pubbliche sulla funzionalità del sistema di trasporto regionale.
Il focus sulla puntualità non rappresenta una novità nelle dichiarazioni di principio, ma la sottolineatura di questo tema in apertura di mandato suggerisce una volontà di affrontare direttamente i problemi più evidenti percepiti dagli utenti. Migliorare l’affidabilità del servizio significa investire tanto in infrastrutture quanto in gestione operativa, due dimensioni che richiedono coordinamento e risorse significative.
La modernizzazione del parco rotabile
Parallelamente agli obiettivi di efficienza operativa, Diamantini ha accelerato su un fronte tecnologico cruciale: l’acquisizione e l’introduzione di nuovi treni nel parco rotabile dell’Eav. Questo elemento rappresenta una componente essenziale per migliorare sia la capacità di trasporto sia la qualità dell’esperienza di viaggio degli utenti. Treni più moderni comportano benefici tangibili in termini di comfort, sicurezza e efficienza energetica.
L’accelerazione su questo versante suggerisce una visione che connette l’aggiornamento tecnologico con il raggiungimento degli standard di servizio attesi. La disponibilità di mezzi più idonei riduce i rischi di guasti e rallentamenti, fattori che incidono direttamente sulla puntualità. Il processo di rinnovamento della flotta, tuttavia, comporta procedimenti complessi di pianificazione, finanziamento e implementazione che non si risolvono in breve tempo.
Comincia dunque con fiducia ma anche con molte aspettative l’era di Pietro Diamantini alla guida dell’Eav. Gli utenti del trasporto pubblico campano, così come le istituzioni che vigilano sulla società, osservano con attenzione il dispiegamento concreto di questi propositi. La strada verso il miglioramento strutturale dei servizi di mobilità richiede coerenza tra le dichiarazioni iniziali e le azioni successive, nonché capacità di gestire i vincoli organizzativi e finanziari che caratterizzano le aziende pubbliche di questo settore.
Il tema della selezione manageriale basata su competenze tecniche piuttosto che su legami politici rappresenta un’istanza ricorrente nel dibattito su efficienza della pubblica amministrazione. Se la nomina di Diamantini riesce a tradurre questo principio in risultati concreti, potrebbe costituire un precedente significativo all’interno del contesto regionale campano, dove le tensioni tra logiche politiche e esigenze di gestione razionale rimangono una sfida permanente.
