Custode azienda spara ai ladri, denunciato per porto d’armi scaduto nel Bolognese
Uomo di 63 anni denunciato dai Carabinieri per aver sparato contro malviventi durante furto a Crespellano. Aveva porto d’armi scaduto dal 2014 e lavorava abusivamente.

Un tentativo di furto presso un’azienda elettromeccanica del Bolognese si è trasformato in un fatto di reato contro chi aveva cercato di fermare i malviventi sparando. Un custode di 63 anni è stato denunciato dai Carabinieri della Stazione di Crespellano il 19 luglio, alle prime luci dell’alba, quando aveva messo in fuga alcuni ladri che stavano cercando di asportare bobine di rame da un’azienda di Crespellano, nel comune di Valsamoggia. La denuncia è stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Bologna con l’accusa di porto abusivo di armi, esercizio abusivo di una professione e accensioni ed esplosioni pericolose.
L’uomo ha raccontato ai militari di essersi recato a controllare l’area dell’azienda impugnando il proprio revolver calibro 357 Magnum, trovandosi di fronte a un individuo alla guida di un muletto. Il ladro trasportava bobine di rame verso due furgoni con l’aiuto di complici. In quella situazione, il custode ha deciso di sparare per tentare di bloccare l’attività criminosa e mettere in fuga i malviventi. Il tentativo ha avuto l’esito sperato: i ladri sono fuggiti, e la refurtiva è stata recuperata.
Le violazioni riscontrate dai militari
Tuttavia, le verifiche successive dei Carabinieri hanno rivelato gravi irregolarità nel comportamento dell’uomo. Il porto d’armi per difesa personale risultava scaduto dal 2014, ovvero da circa un decennio prima dei fatti. Inoltre, dalle indagini è emerso che il custode non era in possesso del decreto prefettizio necessario per esercitare la professione di guardia particolare giurata, lavorando quindi in modo abusivo in quel ruolo.
La situazione legale del 63enne si è dunque complicata notevolmente. Anche se aveva agito nel contesto di una difesa della proprietà aziendale, secondo quanto riferisce adnkronos.com, le modalità con cui aveva operato violavano diverse normative. L’uso di un’arma da fuoco senza la necessaria autorizzazione, il possesso di un porto d’armi scaduto e l’esercizio non autorizzato di una professione regolamentata costituiscono infrazioni distinte che giustificano la denuncia multipla.

Il contesto dell’episodio e i furti di rame
L’episodio avvenuto a Crespellano si inserisce in un contesto più ampio di furti a danno di aziende, in particolare quelli riguardanti materiali preziosi come il rame. I ladri avevano coordinato l’azione con l’uso di mezzi, come il muletto e i furgoni, indicando una certa organizzazione. Secondo quanto riporta adnkronos.com, l’intervento del custode è stato decisivo nel bloccare l’operazione criminosa, consentendo il recupero della merce e la fuga dei responsabili.
Tuttavia, la ricerca della legittima difesa non può prescindere dal rispetto della legge da parte di chi la esercita. Le autorità hanno dovuto procedere con la denuncia pur riconoscendo l’effettività del furto e il recupero della refurtiva. Questo aspetto sottolinea la tensione tra il diritto di proteggere i beni aziendali e l’obbligo di farlo secondo i canali legali e con le dovute autorizzazioni.
La denuncia inoltrata alla Procura della Repubblica di Bologna riguarda pertanto il custode per tre distinti reati: il porto abusivo di armi, l’esercizio senza autorizzazione della professione di guardia particolare giurata, e gli spari considerati come accensioni ed esplosioni potenzialmente pericolose. Spetterà ora al magistrato competente valutare eventuali profili di legittima difesa e le circostanze specifiche che hanno portato all’uso dell’arma.
