Il car sharing a Milano si è inceppato: solo un operatore rimane dopo l’abbandono di Zity e Enjoy

Il car sharing a Milano si è inceppato: solo un operatore rimane dopo l’abbandono di Zity e Enjoy

Un’auto elettrica parcheggiata in una zona periferica di Milano, con segnali di informazione sul car sharing
Un’auto elettrica parcheggiata in una zona periferica di Milano, con segnali di informazione sul car sharing

Il car sharing a Milano si è inceppato: dopo l’abbandono di Zity e i tagli di Enjoy, in città rimane un solo operatore. La situazione, che ha visto la scomparsa di due dei principali player del settore, ha ridotto la disponibilità di auto condivise e reso più difficile per gli utenti trovare un’auto nel giro di pochi minuti. Il modello a flusso libero, che prevede la possibilità di lasciare l’auto in qualsiasi parcheggio cittadino, sembra non più sostenibile economicamente, a causa di costi elevati e una ridotta domanda. La città, che un tempo era considerata un modello di successo per il car sharing, oggi si trova a dover affrontare una crisi che ha portato a un calo significativo delle flotte e degli utilizzi.

La crisi del free floating e la riduzione delle flotte

Il modello del free floating, che ha visto la partecipazione di diversi operatori, si è rivelato troppo costoso da mantenere. Le aziende, come Zity e Enjoy, hanno dovuto ridurre la propria presenza o modificare il loro servizio. Zity, ad esempio, ha chiuso il suo operato a Milano dopo tre anni e mezzo, a causa di «circostanze del mercato» e problemi di «sostenibilità a lungo termine del business nel suo formato attuale». Ogni auto di Zity generava una perdita superiore ai 400 euro al mese. Enjoy, invece, ha scelto di rimanere a Milano, ma ha abbandonato il free floating, limitandosi a noleggiare auto solo da stazioni dedicate. Questo ha ridotto la libertà degli utenti, ma ha anche ridotto i costi per l’azienda.

La riduzione delle flotte ha portato a un calo degli utilizzi, che sono passati da 8.418 nel 2020 a 8.179 nel 2024. La flotta, che era composta da 3.523 auto nel 2022, è scesa a 3.220 a fine 2023. Questo calo ha reso il modello del free floating meno remunerativo, a causa dei costi di gestione, delle multe, degli incidenti e delle auto che rimangono ferme per guasti o manutenzione.

Un nuovo bando per rilanciare il car sharing

Per rispondere alla crisi, il Comune di Milano ha lanciato un nuovo bando, valido fino al 2030, che mira a incentivare gli operatori del car sharing a flusso libero. L’obiettivo è tamponare la fuga di aziende e convincere i principali player del settore a tornare a investire nella città. Il bando prevede sconti progressivi sul canone per gli operatori che aumentano la quota di elettrico nelle loro flotte, estendono la copertura del servizio ai Comuni dell’hinterland e collegano gli aeroporti di Linate, Malpensa e Orio al Serio.

Il Comune punta a ridurre l’inquinamento atmosferico, limitando la circolazione di veicoli a bassissime emissioni entro il 1° gennaio 2030. Inoltre, il bando introduce nuove regole per la gestione delle auto in circolazione, come la disattivazione via app entro un’ora in caso di segnalazioni di problemi di sicurezza. L’assessora Arianna Censi ha sottolineato l’importanza di estendere il servizio al di fuori dei confini del Comune, per rendere il car sharing più accessibile e sostenibile.

La situazione del car sharing a Milano rappresenta un caso emblematico di come un modello di mobilità sostenibile possa incontrare difficoltà economiche e logistico-organizzative. La riduzione delle flotte e la scomparsa di operatori hanno reso il servizio meno accessibile, ma il Comune cerca di trovare una soluzione per rilanciare il car sharing come alternativa alla proprietà privata. La sfida è trovare un equilibrio tra sostenibilità, accessibilità e remuneratività, per garantire un servizio che risponda alle esigenze dei cittadini e al bisogno di ridurre l’inquinamento urbano. Il car sharing a Milano si trova a dover affrontare una crisi che ha portato a un calo significativo delle flotte e degli utilizzi.