
Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha condannato l’episodio di violenza che ha coinvolto Giuseppe Barboni, esponente marchigiano del suo partito e campione di lotta greco-romana. L’imprenditore lo scorso sabato a San Benedetto del Tronto ha aggredito Michael Habeeb Jousif, uomo di origini assiro-irachene, in un’escalation iniziata per un blocco del traffico. Il video dell’accaduto è stato diffuso dallo stesso Barboni sui social, generando polemiche in città. Jousif ha presentato denuncia martedì 14 luglio al commissariato della polizia di Stato.
I fatti risalgono a sabato mattina, quando Barboni ha allontanato una bicicletta dalla carreggiata e ha affrontato l’uomo che stava creando disagi al traffico. Secondo il post pubblicato dall’imprenditore, il soggetto da mesi generava problemi in zona e in quel momento bloccava il passaggio veicolare da circa dieci minuti. La discussione ha preso una brutta piega: come emerge dalle immagini circolate online, Barboni ha gettato a terra l’uomo, lo ha colpito con pugni al volto e successivamente lo ha trascinato sul marciapiede.
La presa di distanza di Vannacci
A distanza di due giorni dall’episodio, il generale Vannacci ha rotto il silenzio rilasciando dichiarazioni all’Adnkronos. Il leader di Futuro Nazionale si è schierato contro il comportamento di Barboni, affermando di aver visto solo in quel momento il filmato diffuso sui social. “Io sono sempre stato contro la violenza se non giustificata da necessità di difesa, e questo non mi sembra il caso”, ha dichiarato categoricamente Vannacci, prendendo così nette distanze dal suo esponente marchigiano.
La condanna rappresenta una chiara linea di demarcazione tra la posizione del partito e l’azione individuale di Barboni. Vannacci ha inteso sottolineare che la ricorsa alla forza trova ragione soltanto quando strettamente necessaria per motivi di autodifesa, circostanza che a suo giudizio non ricorre nel video documentato sui social media.
La denuncia e il contesto locale
Intanto, la vittima dell’aggressione ha deciso di affidarsi alla giustizia. Michael Habeeb Jousif ha formalizzato una denuncia presso il commissariato della polizia di Stato per l’accaduto, dando avvio a un procedimento che potrebbe coinvolgere gli inquirenti. L’episodio rientra in una dinamica più ampia legata alla gestione dell’ordine pubblico e al decoro urbano in città, questioni che da tempo agitano i dibattiti locali.
Barboni, oltre a essere un esponente di spicco di Futuro Nazionale nella regione Marche, è anche un atleta noto nel settore della lotta greco-romana. La sua azione, documentata e pubblicata dallo stesso responsabile, ha sollevato interrogativi sulla proporzionalità della risposta e sulla gestione delle situazioni di conflitto. La decisione di Vannacci di condannare pubblicamente il gesto suggerisce una preoccupazione per l’immagine del partito e una volontà di marcare una linea netta tra la tolleranza verso talune problematiche civiche e l’accettazione della violenza come mezzo di risoluzione.
Episodi analoghi hanno precedentemente interessato esponenti di movimenti politici, generando dibattito sulla responsabilità personale e collettiva. Come già documentato in altri contesti urbani marchigiani, la questione del traffico bloccato e della convivenza civile rimane un tema sensibile che alimenta tensioni.
La vicenda di San Benedetto del Tronto rappresenta un punto di conflitto tra ordine pubblico percepito e diritti fondamentali della persona, con le autorità locali chiamate a verificare i fatti e a determinare eventuali responsabilità penali. Nel frattempo, la presa di posizione di Vannacci indica una volontà di salvaguardare la credibilità del movimento politico, sebbene l’accaduto abbia già generato ampie discussioni nei social network e negli ambienti locali.