Energia asset strategico, Vitiello: non diventi terreno di scontro politico

Michele Vitiello, segretario generale World Energy Council Italia, sottolinea l’importanza di affrontare la transizione energetica senza divisioni partitiche, con razionalità scientifica.

Intervista su transizione energetica e comunicazione, palazzo moderno con professionisti, simboli energia rinnovabile sullo sfondo
Intervista su transizione energetica e comunicazione, palazzo moderno con professionisti,…

La transizione energetica rappresenta una sfida che non può rimanere confinata nei convegni o negli spazi accademici, ma deve raggiungere direttamente i cittadini quale veri protagonisti del cambiamento in corso. Secondo Michele Vitiello, segretario generale del World Energy Council Italia, la questione energetica richiede un approccio radicalmente diverso da quello finora prevalso, fondato sulla razionalità scientifica piuttosto che sulle convenienze elettorali, come riferisce italpress.com.

L’energia non ha colore politico

Non esistono fonti energetiche “di destra o di sinistra”, sottolinea Vitiello nel corso dell’intervista rilasciata a Jessica Nicolini per “Power Talks, il potere della comunicazione”. La questione cruciale consiste nel bilanciare le fonti disponibili secondo il trilemma energetico: sostenibilità ambientale, sicurezza e competitività economica, nonché accessibilità alle risorse. Un equilibrio che presuppone una visione condivisa, al di là delle appartenenze ideologiche.

Il segretario generale del World Energy Council Italia richiama la gravità delle crisi energetiche recenti, descritte dall’Agenzia Internazionale dell’Energia come tra le più severe di sempre nella storia contemporanea. Un contesto che rende ancora più urgente il superamento degli schieramenti politici tradizionali su un tema che incide direttamente sulla vita delle comunità.

Comunicazione, semplificazione e rischi della distorsione

Sul fronte della comunicazione, Vitiello identifica due nemici prioritari: il greenwashing e la banalizzazione di un tema che per natura è complesso. La sfida consiste nel trovare il punto di equilibrio tra chiarezza e rigore. “Semplificare non significa banalizzare ma togliere le sovrastrutture inutili”, spiega il segretario generale, evidenziando come la vera difficoltà sia restituire accuratezza senza sacrificare l’accessibilità al pubblico generale.

Il greenwashing rappresenta un rischio concreto: la pratica di presentare scelte energetiche come virtuose quando non lo sono, o di comunicare in modo fuorviante i reali impatti ambientali di determinate fonti. Parallela la banalizzazione, che riduce questioni articolate a slogan sterili, impedendo ai cittadini di sviluppare una comprensione informata delle scelte necessarie.

Tre transizioni con ritmi differenti

Secondo il World Energy Council, sono tre le transizioni in corso: culturale, energetica e digitale, definite frequentemente “gemelle” sebbene procedano a velocità diverse. La transizione digitale procede a passo rapido, mentre quella energetica richiede infrastrutture solide e tempi più estesi. La transizione culturale rimane fondamentale poiché condiziona l’accettazione sociale dei cambiamenti necessari nelle altre due aree.

Intervista su transizione energetica e comunicazione, palazzo moderno con professionisti, simboli energia rinnovabile sullo sfondo, immagine di approf
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Questa articolazione è essenziale per comprendere i tempi reali del cambiamento energetico: non si tratta di una trasformazione che può realizzarsi in pochi anni attraverso decisioni amministrative, bensì di un processo che coinvolge investimenti infrastrutturali, innovazione tecnologica e adattamento dei comportamenti collettivi.

La storia del World Energy Council e la razionalità come fondamento

Il World Energy Council nasce nel 1930 con un obiettivo preciso: tenere insieme istituzioni, università e aziende del settore energetico, creando uno spazio di dialogo dove la ricerca scientifica, le necessità imprenditoriali e le responsabilità pubbliche potessero incontrarsi. Questa eredità storica rimane attuale nella prospettiva di Vitiello.

Per il segretario generale, l’energia deve rimanere fuori dallo scontro politico ordinario, trattata come asset strategico sulla base della razionalità scientifica piuttosto che diventare terreno di campagna elettorale. Una posizione che non nega l’inevitabile dimensione politica delle scelte energetiche, ma ne sottolinea la natura di decisioni strutturali che oltrepassano le scadenze elettorali e richiedono visioni di lungo periodo.

L’appello di Vitiello si rivolge tanto ai decision maker quanto ai media e al pubblico: costruire un linguaggio condiviso intorno all’energia significa liberare questo tema dalle polarizzazioni ideologiche, riconoscendo che le sfide poste dalla sicurezza energetica, dal cambiamento climatico e dalla competitività economica interessano trasversalmente la società italiana, indipendentemente dagli schieramenti politici.