Spam telefonici: il decreto non ferma le chiamate

Persona al telefono riceve chiamata indesiderata, schermo smartphone mostra numero sconosciuto, espressione di fastidio
Persona al telefono riceve chiamata indesiderata, schermo smartphone mostra numero…

La normativa contro il telemarketing aggressivo nel settore energia entrata in vigore il 19 giugno 2026 non sta contenendo il fenomeno delle chiamate indesiderate in Italia. A quasi un anno dall’implementazione del Decreto Bollette, i dati raccolti mostrano che le telefonate non autorizzate continuano a moltiplicarsi, mentre emerge una nuova tattica ancora più subdola: le cosiddette chiamate mute rappresentano il nuovo problema contro cui si scontrano gli italiani, secondo le segnalazioni del Codacons.

Paradossalmente, la difesa più efficace contro questi disturbi rimane ancora quella informale: dire al chiamante “ha sbagliato numero” si rivela più efficace di qualsiasi apparato normativo nel bloccare le telefonate moleste. Una soluzione elementare che mette in luce quanto le leggi attuali fatichino a contrastare un fenomeno in continua evoluzione.

Le chiamate mute e il rischio di truffe automatizzate

Il Codacons ha lanciato l’allarme su una pratica sempre più diffusa: le chiamate mute, dove il chiamante rimane in ascolto senza proferire parola. Queste telefonate non dovrebbero essere sottovalutate, in quanto spesso fungono da preludio a truffe mirate che sfruttano sistemi automatizzati e intelligenza artificiale per colpire i destinatari. I numeri da bloccare subito sono ormai decine, come documentato nei monitoraggi periodici delle associazioni di consumatori.

Le chiamate silenziose rappresentano una tattica di scouting: gli operatori telefonici verificano la disponibilità di una linea attiva e la reattività della persona. Una volta confermato il contatto, intervengono i sistemi di intelligenza artificiale per automatizzare truffe mirate, spesso finalizzate al furto di dati personali o al phishing bancario. L’utilizzo di tecnologie di machine learning rende sempre più difficile distinguere una comunicazione legittima da una truffa elaborata.

Efficacia limitata del Decreto Bollette

Sebbene il Decreto Bollette abbia introdotto una norma specifica contro il telemarketing aggressivo nel comparto energetico, gli effetti pratici restano deludenti. I primi dati disponibili indicano che le telefonate indesiderate non registrano una diminuzione significativa, segnale che la norma non riesce a raggiungere i suoi obiettivi dichiarati.

Come documentato in techprincess.it, il problema risiede nella difficoltà di rintracciare e sanzionare chi effettua queste chiamate, spesso gestite da call center situati all’estero o da reti decentralizzate. Inoltre, la rapida adattabilità dei malfattori alle nuove restrizioni normative consente loro di modificare continuamente metodi e numeri utilizzati.

Una questione che affonda radici più profonde riguarda anche il comportamento degli utenti: come evidenziato da tech.everyeye.it, rispondere a numeri sconosciuti rimane un comportamento diffuso che espone al rischio, sebbene la consapevolezza sui pericoli stia gradualmente aumentando tra la popolazione.

Il fenomeno delle chiamate indesiderate continua dunque a rappresentare uno dei problemi più sfuggenti per le autorità regolatorie. La moltiplicazione dei canali di comunicazione e la globalizzazione delle frodi telefoniche rendono sempre più complesso applicare sanzioni efficaci. La combinazione di norme nazionali e coordinamento internazionale risulta insufficiente dinanzi a reti criminali altamente mobili e tecnologicamente avanzate.

Nel frattempo, gli italiani rimangono principalmente affidati ai propri istinti difensivi e alle soluzioni tecniche individuali, come l’utilizzo di app per il filtro delle chiamate o l’iscrizione a liste di non chiamata. La strada verso una soluzione strutturale passa probabilmente attraverso investimenti maggiori in tecnologie di riconoscimento evolute e una cooperazione più stretta tra operatori telefonici, forze dell’ordine e organismi internazionali preposti alla tracciabilità e al contrasto delle frodi.

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