Sovranità digitale: i quattro pilastri per aziende e PA secondo IBM Italia

Nico Losito di IBM Italia spiega come sviluppare sovranità dei dati, della tecnologia, operativa e dell’IA per aziende e pubblica amministrazione.

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Ufficio moderno con professionisti che lavorano a computer durante una riunione strategica su tecnologia digitale
Ufficio moderno con professionisti che lavorano a computer durante una riunione…

La semplice adozione dell’intelligenza artificiale non rappresenta più una strategia sufficiente per le organizzazioni italiane. Secondo quanto spiega Nico Losito, General manager di IBM Italia, le aziende e la pubblica amministrazione devono costruire una sovranità digitale solida attraverso quattro pilastri complementari che vanno ben oltre l’implementazione di strumenti tecnologici isolati. Come riferisce zerounoweb.it, questa visione integrata è diventata essenziale per garantire competitività e indipendenza nel panorama digitale contemporaneo.

I quattro pilastri della sovranità digitale

La sovranità dei dati rappresenta il fondamento su cui costruire un ecosistema digitale resiliente e indipendente. Secondo Nico Losito, le organizzazioni devono acquisire il controllo completo sui propri dati, dalla raccolta fino all’utilizzo finale, evitando di dipendere esclusivamente da infrastrutture esterne o provider che potrebbero imporre vincoli sulla gestione dell’informazione. Questo aspetto risulta particolarmente critico per la pubblica amministrazione, che custodisce dati sensibili di cittadini e imprese e non può delegare completamente questa responsabilità.

La sovranità della tecnologia costituisce il secondo pilastro e riguarda la capacità di governare autonomamente gli strumenti e le piattaforme utilizzate. Come spiega il General manager di IBM Italia, non basta acquistare soluzioni tecnologiche preconfezionate: occorre sviluppare competenze interne e capacità di personalizzazione che permettano alle organizzazioni di adattare la tecnologia alle proprie esigenze specifiche, piuttosto che il contrario. Questo consente di ridurre la dipendenza da fornitori esterni e di mantenere margini di manovra strategici.

La sovranità operativa garantisce che le aziende e la PA possano prendere decisioni e gestire i processi senza essere condizionate da limitazioni imposte da terzi. Secondo Losito, questo significa avere sistemi e procedure costruite in modo da permettere autonomia decisionale, dalla gestione dei flussi di lavoro fino alla continuità operativa in caso di crisi. La pubblica amministrazione in particolare necessita di questa indipendenza per garantire continuità dei servizi ai cittadini.

Il quarto pilastro riguarda la sovranità dell’intelligenza artificiale, che va intesa come capacità di sviluppare, addestrare e controllare modelli di IA senza dipendere da piattaforme centralizzate o da algoritmi che sfuggono al controllo interno. Come evidenzia zerounoweb.it, ciò implica investire in competenze di data science, in infrastrutture computazionali dedicate e in processi di governance dell’IA che assicurino trasparenza e conformità normativa.

Strategie di implementazione per aziende e amministrazioni

Per le organizzazioni che intendono sviluppare questi quattro pilastri, Nico Losito sottolinea l’importanza di un approccio integrato piuttosto che frammentato. Non si tratta semplicemente di aggiungere nuove tecnologie, ma di ripensare l’intera architettura digitale in modo coerente. Le aziende devono mappare dove attualmente dipendono da fornitori esterni, identificare i rischi associati a questa dipendenza e pianificare transizioni gradualmente verso maggiore autonomia.

La pubblica amministrazione dovrà coordinare gli investimenti in sovranità digitale con le strategie nazionali e europee di digitalizzazione. Questo significa allineare le scelte tecnologiche con le direttive normative e gli standard definiti a livello nazionale, evitando soluzioni che potrebbero creare incompatibilità con le future infrastrutture pubbliche. La transizione verso una maggiore sovranità digitale richiede pertanto coordinamento tra enti diversi e visione di lungo termine.

Gli investimenti in risorse umane diventano cruciali in questo contesto. Le organizzazioni che desiderano raggiungere una vera sovranità digitale devono formare e trattenere talenti interni capaci di gestire infrastrutture complesse, sviluppare soluzioni custom e governare i sistemi di intelligenza artificiale. Secondo le indicazioni di IBM Italia, questa fase rappresenta uno dei principali colli di bottiglia nel processo di transizione verso una sovranità digitale consolidata.

La visione proposta da Nico Losito e dagli esperti di IBM Italia suggerisce che la sovranità digitale non è uno stato finale da raggiungere, ma un processo continuo di miglioramento e adattamento alle nuove sfide tecnologiche e normative. Le organizzazioni che sapranno integrare questi quattro pilastri potranno competere con maggiore consapevolezza e indipendenza nel panorama digitale globale, proteggendo al contempo i propri asset strategici da rischi di dipendenza tecnologica.

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