Stefani: «Non chiediamo un euro in più, ma sistemeremo la spesa»

Stefani annuncia che la Regione non introdurrà l’addizionale Irpef, ma si concentrerà sulla razionalizzazione della spesa.

Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto, ha chiarito durante l’assemblea regionale di Anci Veneto che il bilancio 2027 non prevederà l’introduzione dell’addizionale Irpef. «Prima di chiedere un euro ai cittadini, anche a quelli più benestanti, dobbiamo razionalizzare la spesa e renderla più efficiente», ha sottolineato. La Regione non intende aumentare le tasse, ma si concentrerà su una gestione più oculata e sostenibile delle risorse.

Spesa pubblica e razionalizzazione

Stefani ha ribadito che la sua posizione di giunta è chiara: «Non chiediamo un euro in più, nemmeno alle fasce più benestanti». La spending review è in corso e si concentrerà sull’organizzazione della Regione, valutando quanto si potrà recuperare. «Il percorso, comunque, sta già dando frutti positivi», ha aggiunto, convinto che permetterà alla Regione di fare dei passi in avanti. La situazione economica dei Comuni, invece, appare più complessa. Mario Conte, presidente di Anci Veneto, ha lanciato un grido d’allarme: «Va messa sul tavolo una vera e propria questione settentrionale». Gli aumenti contrattuali del personale, necessari per gli enti locali veneti, valgono 120 milioni, da trovare nei bilanci comunali. «Se il 2027 sarà ancora gestibile, vediamo nubi pesanti sul 2028 e sul 2029», ha avvertito.

Emergenza abitativa e investimenti

Il tema della casa è emerso come una priorità. Stefani ha spiegato che la Regione ha già investito i primi 50 milioni: 25 per il cohousing e 25 per la riqualificazione di immobili Erp. «Oggi quella della casa è un’emergenza», ha sottolineato. L’Isee medio per una casa Erp è di 7.700 euro, un valore che rende difficile l’accesso per chiunque abbia un lavoro. Il governatore ha anche parlato di formule innovative di social housing per garantire il diritto alla casa alla “fascia grigia”. «Dobbiamo studiare soluzioni che permettano a tutti di avere un tetto», ha concluso, evidenziando l’importanza di un sistema equo e accessibile.

Legge sul fine vita e Rsa

Stefani ha anche affrontato la questione della legge sul fine vita, non temendo l’impugnazione. «La nostra legge è oculata e equilibrata», ha affermato, sottolineando che i 10 emendamenti presentati hanno reso la legge più robusta. La Regione ha previsto un potenziamento del parere di un palliativista, l’obbligatorietà delle cure palliative e un comitato bioetico regionale. Per quanto riguarda le Rsa, Stefani ha spiegato che la Regione sta già lavorando sulla legge di bilancio per inserire risorse aggiuntive. «Entro 15 o 20 giorni presenteremo un piano per indicare quante risorse potremo mettere sul tavolo e quanti posti letto potremo aumentare», ha annunciato. La Regione si concentrerà anche sul fondo per la non autosufficienza, che verrà comunicato a giorni.

La Regione del Veneto, quindi, si pone come esempio di gestione responsabile e attenta alle esigenze dei cittadini, senza ricorrere a nuove tasse. Il focus rimane su una spesa efficiente, un sistema abitativo accessibile e una legislazione che tutela i diritti dei cittadini. La sfida è grande, ma Stefani è convinto che la Regione possa fare la differenza.