Andrea Sempio: la difesa contesta l’interpretazione di un foglietto come prova
La difesa di Andrea Sempio contesta l’interpretazione di un foglietto trovato in spazzatura come prova.

Un foglietto trovato in spazzatura, gettato da Andrea Sempio il 26 febbraio 2025, è al centro di un dibattito tra la procura e la difesa nell’indagine per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. L’indagato, accusato di aver ucciso la giovane il 13 agosto 2007, viene contestato da un’interpretazione delle prove che, secondo i suoi legali, è errata. L’avvocato Liborio Cataliotti, insieme alla collega Angela Taccia, ha spiegato che il foglietto non rappresenta una confessione, ma una scaletta per un video che Sempio avrebbe dovuto realizzare per uno spettacolo. La difesa sostiene che ogni elemento deve essere vagliato razionalmente prima di essere considerato prova.
Un foglietto come scaletta per un video
Il foglietto, recuperato dai carabinieri, contiene una serie di parole come “Inizio scoperta”, “tra cucina e sala”, “cane”, “colpi da…”, “campanello” e “assassino”. Secondo la difesa, non è una confessione, ma una rappresentazione di un contributo audio per uno spettacolo intitolato “La fabbrica degli innocenti”. L’avvocato Cataliotti ha spiegato che Sempio aveva incluso dettagli come la visione della televisione, l’abbaiare del cane e la presenza di giornalisti fuori casa, tutti elementi che potrebbero riferirsi a un’interazione con la stampa dopo la sua indagine. Il foglietto è stato gettato in un cassonetto distante dalla sua abitazione, un dettaglio che la difesa ritiene significativo.
La difesa sostiene che ogni prova deve essere vagliata razionalmente. L’avvocato Cataliotti ha ribadito che il foglietto non è una confessione, ma una rappresentazione di un video che Sempio avrebbe dovuto realizzare, un elemento che potrebbe essere interpretato in diversi modi. La difesa ha anche sottolineato che il foglietto è stato gettato in un cassonetto distante dalla sua abitazione, un dettaglio che potrebbe indicare una volontà di occultare qualcosa.
Le dichiarazioni di Alberto Stasi e le prove informatiche
La difesa di Sempio ha anche sottolineato l’assenza di prove dirette che collegino l’indagato al delitto. Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio, ha confermato che Chiara Poggi non aveva mai parlato di avances da parte di Sempio. Inoltre, non aveva sospetti sul fratello Marco Poggi, che è stato indicato come possibile accesso a video intimi. La consulenza informatica ha rivelato che un video era stato lasciato memorizzato su una chiavetta per circa un mese, ma non è chiaro se Sempio ne avesse accesso. Marco Poggi ha ipotizzato che Sempio potesse aver preso una penna USB presente in camera di Chiara.
La Procura vede nel foglietto un elemento chiave per il caso. Secondo i pm, l’emersione delle responsabilità di Sempio si intreccia con lo sgretolamento delle responsabilità di Stasi. L’indagine ha rivelato che il rifiuto di un approccio sessuale, maturato nella visione dei video intimi dei due fidanzati, potrebbe aver scatenato una reazione esplosiva improvvisa da parte di Sempio. La difesa, però, continua a sostenere che ogni prova deve essere valutata con attenzione e non presa per scontata.
Dopo la discovery degli atti e la chiusura delle indagini notificata giovedì, la difesa di Andrea Sempio sta lavorando per presentare contromosse che ribattono punto per punto alle accuse. L’avvocato Cataliotti ha ribadito che ogni singola prova merita di essere vagliata razionalmente e sottoposta alle controdeduzioni del difensore prima di essere presa per buona. La difesa ha anche sottolineato che il foglietto non è una confessione, ma una rappresentazione di un video che Sempio avrebbe dovuto realizzare, un elemento che potrebbe essere interpretato in diversi modi.
La questione rimane aperta, con la Procura che vede nel foglietto un elemento chiave per il caso, mentre la difesa lo contesta come interpretazione errata. L’indagine, che ha già visto l’emersione di nuovi elementi, continuerà a muoversi tra le dichiarazioni dei testimoni e le prove tecniche, cercando di chiarire una storia complessa e delicata. La verità, per ora, resta in bilico tra accuse e difese, con ogni elemento che potrebbe cambiare il corso del processo.
