Del Cambio celebra i 269 anni con un menu ispirato al Settecento
Del Cambio presenta un menu ispirato al Settecento per il suo 269° anniversario.
Del Cambio celebra i 269 anni con un menu che ripercorre la cucina e la cultura del Settecento, ispirato alla tradizione piemontese e alla storia del locale. Il ristorante, nato il 5 ottobre 1757 in piazza Carignano, torna a quelle tavole dell’epoca con un’offerta gastronomica che unisce passato e presente. Il menu autunnale, disponibile dal 6 ottobre, è stato pensato per celebrare il compleanno del ristorante attraverso una cucina che guarda al passato senza riproporlo in modo letterale. Lo chef Francesco Rovai, 27 anni, toscano con esperienze a Bruxelles, Londra e nelle Marche, ha guidato la creazione del menu, che si ispira al Cuoco Piemontese perfezionato a Parigi del 1766, un testo fondamentale della cucina regionale.
Un menu che racconta la tradizione
Il punto di partenza del nuovo menu è il Gran antipasto piemontese, definito nel menu «un racconto corale della tradizione». Più che un singolo antipasto, è una tavola di assaggi da condividere, che richiama la ricchezza e la dimensione conviviale delle tavole dell’epoca. Tra i piatti presenti, spicca il vitello tonnato servito con indivia riccia alla brace e capperi al verde, con una inedita nota smoky che rende originale un grandissimo classico. Lo gnocco di patate incontra il ragù di cervo e il radicchio di Chioggia al Vermouth e arancia, che diventa un velo delicato ma intenso. Anche i dolci seguono il filo della memoria, chiudendosi nel segno della tradizione. Il Gran pane sabaudo, disponibile esclusivamente durante la settimana dell’anniversario, è un grande lievitato con nocciole, cioccolato e amaretti, insieme alla frutta profumata al Marsala e al Barolo chinato.
Un’esperienza sensoriale completa
Il menu è accompagnato da una selezione di vini piemontesi scelti dal sommelier Mirko Galasso, tra cui il Derthona Timorasso Magnum La Spinetta 2022 e il Barolo Valentino Mario Cordero 2022. La cantina del ristorante, con circa 16 mila bottiglie e 4mila etichette, è conservata in un caveau storico del XVII secolo, a sei metri sottoterra. La storia di Del Cambio non è soltanto nei piatti, ma anche negli spazi. Il ristorante si trova in piazza Carignano, vicino al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, dove è conservata la Camera dei deputati del Parlamento Subalpino. Gli ospiti possono sedersi al tavolo di Cavour o godere del fresco nel dehors immerso nella piazza, accanto al teatro.
La sera, il racconto cambia registro. Il Bar Cavour, nato nella tradizione degli American Bar, si sta trasformando in un music listening bar, con un impianto stereo rinnovato e potenziato. La musica non è più soltanto un sottofondo, ma diventa parte dell’esperienza. L’idea è anche quella di permettere ai musicisti di portare il proprio disco e farlo ascoltare, trasformando il bar in uno spazio dedicato all’ascolto, al confronto e all’incontro accanto ai cocktail e alla proposta gastronomica. Il ristorante, con la sua combinazione di storia, cultura e innovazione, rappresenta un simbolo della cultura gastronomica e sociale torinese.
- Il menu autunnale di Del Cambio celebra i 269 anni del ristorante.
- Lo chef Francesco Rovai ha guidato la creazione del menu ispirato al Settecento.
- Il ristorante ha trasformato il Bar Cavour in un music listening bar.
