Bossetti chiede nuove analisi, i genitori: «Non si vuole un Garlasco 2»
La Corte d’Assise di Bergamo respinge richiesta di nuove analisi per Bossetti, genitori: «Faremo il possibile per evitarlo»

La Corte d’Assise di Bergamo ha respinto la richiesta della difesa di Massimo Bossetti di poter effettuare nuove analisi sui reperti e sui campioni biologici del caso Yara Gambirasio. La decisione, arrivata nel pomeriggio di lunedì 5 ottobre, chiude un passaggio dell’incidente di esecuzione, ma i legali della difesa hanno annunciato che presenteranno un nuovo ricorso. I genitori della tredicenne, rappresentati dagli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, hanno espresso preoccupazione, affermando che «si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo».
La difesa non si arrende
La richiesta, avanzata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, mirava a sottoporre i reperti a nuovi accertamenti alla luce di documenti e fotografie ad alta risoluzione realizzati dal Ris di Parma. La decisione è stata discussa durante un’udienza, alla presenza della pm Letizia Ruggeri, titolare dell’inchiesta. Bossetti, 55 anni, ha partecipato in videoconferenza dal carcere di Bollate, dove sconta la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio.
«Abbiamo fatto otto ricorsi, faremo assolutamente il nono», ha dichiarato Salvagni, aggiungendo che «è giunto il momento di interessare anche qualche Procura della Repubblica». Nonostante la richiesta sia stata respinta, i legali hanno confermato di voler proseguire, senza specificare i dettagli degli atti che intendono presentare alle Procure.
Un caso che ha segnato la vita di una famiglia
Yara Gambirasio scomparve da Brembate di Sopra il 26 novembre 2010, quando aveva 13 anni. Il suo omicidio ha portato alla condanna all’ergastolo di Massimo Bossetti, con una sentenza definitiva nel 2018. La richiesta di nuove analisi riguardava la possibilità di svolgere ulteriori accertamenti sul materiale ancora disponibile, ma la decisione non modifica la condanna definitiva.
«Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo», ha affermato l’avvocato Enrico Pelillo, che rappresenta i genitori di Yara. Le parole arrivano dopo che la Corte d’Assise ha bocciato la richiesta della difesa, ma i familiari continuano a seguire con attenzione ogni sviluppo, sperando in un chiarimento che possa rispondere alle loro domande e al loro dolore.
La difesa di Bossetti non si arrende, anche se la decisione di oggi sembra chiudere un’altra possibilità di chiarimento. I legali hanno espresso la volontà di proseguire, anche se non hanno fornito dettagli su come intendono agire. La famiglia Gambirasio, invece, continua a sperare in un futuro in cui il passato non si ripeta, e in cui ogni nuova analisi possa portare a una verità che non nuocia a chi ha già pagato un prezzo enorme.
