Alga tossica in Puglia, quattro zone rosse: Arpa rileva Ostreopsis ovata da nord a sud

Alga tossica in Puglia, scatta l’allerta. Arpa rileva Ostreopsis ovata a Molfetta, Giovinazzo, Torre Canne e Porto Badisco con concentrazioni oltre i limiti d’emergenza.

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Spiaggia con mare, zona di costa pugliese con cartello di allerta, monitoraggio ambientale
Spiaggia con mare, zona di costa pugliese con cartello di allerta, monitoraggio ambientale

L’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Puglia ha rilevato la presenza di un’alga tossica su quattro tratti di costa pugliese, tracciando una mappa di allerta che interessa sia il settore nord che il basso Salento. Il nuovo bollettino Arpa Puglia segnala la presenza di Ostreopsis ovata a Molfetta, Giovinazzo, Torre Canne e Porto Badisco, quattro location che hanno ottenuto il bollino rosso per la pericolosità della contaminazione. Il rilevamento avviene durante i mesi estivi, quando il fenomeno si ripresenta con regolarità sulle coste pugliesi.

Concentrazioni critiche e superamento dei limiti

In due dei quattro punti monitorati, le concentrazioni di Ostreopsis ovata hanno superato la soglia di emergenza stabilita dalle normative ambientali. Il monitoraggio Arpa ha riscontrato picchi critici nella frazione di Torre Canne, superando di oltre tre volte i limiti d’emergenza fissati per proteggere la salute pubblica e l’equilibrio ecosistemico. Le altre due aree critiche interessate dai massimi valori di concentrazione sono Molfetta e Giovinazzo, su tutta la costa barese settentrionale. A Porto Badisco, nella provincia di Lecce, si completa il quadro delle quattro zone rosse individuate nel luglio del monitoraggio Arpa Puglia.

Accanto ai quattro punti con bollino rosso, il rilevamento ha riguardato anche altre aree della costa. Concentrazioni più basse ma comunque presenti sono state riscontrate al Trullo e a Santo Spirito a Bari, dove i dati risultano inferiori alle soglie critiche ma superiori ai valori ordinari. La stessa Ostreopsis ovata è stata segnalata anche a San Giorgio, ampliando il perimetro della presenza algale lungo il settore barese.

Mobilità delle istituzioni e procedure di valutazione

Il superamento della soglia di emergenza in due punti specifici ha attivato un coordinamento tra Regione, Asl territoriali e amministrazioni comunali per avviare le necessarie valutazioni preventive. L’obiettivo dichiarato è evitare rischi per bagnanti e operatori balneari, monitorando l’evoluzione del fenomeno con cadenza regolare. Il bollettino Arpa rappresenta il primo alert formale della stagione estiva, segnalando il ritorno puntuale di un fenomeno che caratterizza le acque pugliesi nei mesi caldi.

Spiaggia con mare, zona di costa pugliese con cartello di allerta, monitoraggio ambientale, immagine di approfondimento
Spiaggia con mare, zona di costa pugliese con cartello di allerta, monitoraggio ambientale

L’Ostreopsis ovata è un’alga di dimensioni microscopiche che, in determinate condizioni di temperatura e salinità, può accumularsi in concentrazioni dannose. La specie è nota per la capacità di produrre tossine che possono disperdere nell’aria marino mediante l’aerosol, causando irritazione alle mucose e alle vie respiratorie in chi frequenta la costa. Per questo motivo i sistemi di allerta predisposti dalla Puglia prevedono bollini colorati che indicano il livello di rischio sanitario associato alla concentrazione rilevata.

Il fenomeno non rappresenta un’emergenza generalizzata e l’Arpa sottolinea come non vi sia motivo di allarmismo, poiché il monitoraggio funziona esattamente a questo scopo: individuare i focolai prima che si estendano. Le amministrazioni comunali interessate dispongono di protocolli consolidati per informare i cittadini e limitare l’accesso alle acque nei settori dove la concentrazione supera le soglie. La stagione estiva è tradizionalmente il periodo di massima visibilità del fenomeno sulle coste italiane meridionali, specialmente in Puglia.

Nel corso dei prossimi giorni è previsto un aggiornamento del bollettino Arpa con i dati più recenti, che consentiranno di valutare se le concentrazioni rimangono stabili, aumentano o diminuiscono. La stabilità delle condizioni meteomarine e la temperatura dell’acqua sono fattori determinanti nell’evoluzione della proliferazione algale. I bagnanti sono invitati a consultare i bollettini periodici e a rispettare eventuali indicazioni fornite dalle autorità locali in caso di zone interessate da livelli di rischio elevato.

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