Annullamento della condanna per l’ex pm del caso Denise Pipitone

La Cassazione annulla la condanna per Maria Angioni, ex pm del caso Denise Pipitone.

Annullamento della condanna per l’ex pm del caso Denise Pipitone
Annullamento della condanna per l’ex pm del caso Denise Pipitone

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio le due sentenze di condanna emesse nei confronti di Maria Angioni, ex pm del caso Denise Pipitone. La magistrata, condannata in primo grado e in appello per false dichiarazioni al pm, ha visto le decisioni precedenti ribaltate dalla sesta sezione penale. L’annullamento arriva dopo un processo che ha visto la Procura della Repubblica di Marsala costruire un caso contro Angioni, accusata di aver messo in dubbio l’operato della polizia giudiziaria. La decisione è stata commentata dal legale Stefano Giordano, che ha definito il provvedimento un atto di onestà intellettuale e indipendenza di giudizio.

Un processo costruito su violazioni procedimentali

Secondo il legale di Angioni, Stefano Giordano, il processo che ha portato alla condanna della magistrata era basato su gravi violazioni procedurali. La Procura di Marsala, che aveva indagato su dichiarazioni di Angioni fatte nel 2021, ha costruito un caso che ha messo in discussione l’operato della polizia durante il rapimento di Denise Pipitone. Le accuse riguardavano presunte disattivazioni di telecamere, fuga di notizie e frasi che avrebbero sollevato dubbi sull’efficacia delle indagini. Tuttavia, le dichiarazioni di Angioni erano state smentite sia dal tribunale di Marsala che dalla corte d’appello di Palermo.

Un caso che risale al 2021 e si collega a vecchie indagini

La vicenda risale al 2021, quando le indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta il 1 ottobre 2004, sono state riaperte a seguito di un reality show russo che aveva ventilato una somiglianza tra una giovane donna e la madre della bimba. Questo ha spinto a rivedere le indagini precedenti, tra cui quelle che avevano portato al processo di Jessica Pulizzi, figlia del padre di Denise. Jessica Pulizzi era stata assolta in via definitiva nel 2017 dopo che in primo e secondo grado era stata sottolineata l’insufficienza di prove. Nel 2021, l’entusiasmo popolare ha riacceso la speranza in nuove piste, portando a un’indagine su chi aveva avuto un ruolo nel caso.

Tra coloro che sono stati ascoltati, c’è anche Maria Angioni, che aveva indagato nel 2004. Nel 2021, è stata ascoltata dal sostituto procuratore di Marsala Roberto Piscitello. Le dichiarazioni di Angioni, che avevano sollevato dubbi sull’operato della polizia, sono state considerate false e hanno portato alla sua condanna. Tuttavia, la Cassazione ha ribaltato la decisione, annullando le sentenze precedenti. Le motivazioni del provvedimento saranno disponibili in futuro, ma il caso segna un ulteriore passo nella riapertura di vecchie indagini sul rapimento di Denise Pipitone.

La Cassazione ha ribaltato le decisioni di primo e appello, riconoscendo l’insufficienza delle prove. La magistrata, che aveva osato mettere in dubbio la correttezza dell’operato della polizia, è stata riconosciuta come una figura che ha contribuito a un’indagine più approfondita, anche se le sue dichiarazioni sono state considerate false. Il caso rimane un esempio di come le vecchie indagini possano essere riviste in base a nuove prove e contesti.

Le dichiarazioni di Angioni erano state smentite in primo e in appello, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. La magistrata, che aveva indagato nel 2004, è stata ascoltata nel 2021 e le sue dichiarazioni sono state considerate false. La decisione della Cassazione ha suscitato reazioni da parte del legale, che ha definito il provvedimento un atto di onestà intellettuale e indipendenza di giudizio.