Pecorino Romano Dop, 39 milioni di kg prodotti nell’ultima campagna
Pecorino Romano Dop raggiunge i 39 milioni di chili nella campagna 2024/2025. Quasi 9mila allevatori e 47 caseifici coinvolti nella filiera, con il 60% destinato all’export.

La filiera del Pecorino Romano DOP ha concluso l’ultima campagna con una produzione di 39 milioni di chilogrammi, confermando il peso strategico di questo presidio del made in Italy caseario. I dati ufficiali sono stati comunicati durante l’assemblea annuale dei soci, riunione che ha fatto il punto sulla situazione della denominazione di origine protetta e sulle prospettive del comparto nel mercato globale. Secondo askanews.it, il sistema produttivo coinvolge quasi 9mila allevatori e 47 caseifici distribuiti lungo la filiera, numeri che riflettono la capillare diffusione della lavorazione su tutto il territorio interessato dalla denominazione.
Un export che pesa il 60% della produzione totale
Il Pecorino Romano DOP conferma la sua vocazione internazionale: il 60% della produzione è destinata ai mercati esteri, elemento che testimonia come questo formaggio sia un asset fondamentale per le esportazioni agroalimentari italiane. Accanto a questo dato positivo, tuttavia, emergono elementi di criticità che caratterizzano il momento presente del comparto. Come riporta lapresse.it, uno dei temi centrali riguarda la questione dei dazi americani, questione che incide sulla dinamica commerciale e sulle strategie di collocamento della produzione nei mercati d’oltreoceano.
L’export rappresenta storicamente la spina dorsale del business del Pecorino Romano DOP: le destinazioni principali includono mercati consolidati dove il prodotto gode di grande apprezzamento e riconoscibilità. La capacità di esportare due terzi della produzione totale denota una forza competitiva notevole nel panorama internazionale, pur nella consapevolezza che le tensioni commerciali e le barriere tariffarie possono influenzare i flussi e le marginalità del settore.
Il monitoraggio istituzionale della Regione Sardegna
La Regione Sardegna rimane attenta alle dinamiche che interessano il comparto lattiero-caseario. L’assessore della Regione Sardegna Agus ha dichiarato di seguire attentamente le vicende legate al comparto, evidenziando l’impegno delle istituzioni locali nel sostenere e monitorare lo sviluppo della filiera. Questo impegno istituzionale si iscrive in un contesto dove le dinamiche globali del commercio richiedono un coordinamento costante tra i diversi livelli di governo e gli operatori economici.
La posizione della Sardegna è particolarmente significativa dato che la regione è una delle aree di produzione del Pecorino Romano DOP, anche se la denominazione copre anche altre zone geografiche. L’attenzione della Regione alle criticità che emergono dalla campagna 2024/2025 riflette la consapevolezza che il settore attraversa una fase dove gli elementi di forza convivono con sfide concrete, prima fra tutte quella legata alle politiche tariffarie dei principali mercati di sbocco.
I dati sulla campagna appena conclusa disegnano un quadro di settore ancora solido sul piano della produzione, ma dove la stabilità dei volumi non cancella l’esigenza di affrontare le questioni commerciali che emergono nel contesto internazionale. La filiera del Pecorino Romano DOP rimane uno dei pilastri dell’agroalimentare italiano, con una base produttiva robusta e una diffusione geografica che garantisce continuità nel tempo.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere come evolveranno le dinamiche relative ai dazi statunitensi e come il comparto potrà adattarsi a eventuali cambiamenti negli scenari commerciali. Nel frattempo, la produzione continua a mantenere i suoi standard qualitativi, garantendo al mercato un prodotto che conserva le caratteristiche peculiari della denominazione di origine protetta.
