Alessandro Impagnatiello, ergastolo confermato in Appello: «Non c’è premeditazione, ma crudeltà». Genitori in lacrime

Alessandro Impagnatiello, condannato all’ergastolo in Appello per l’omicidio della fidanzata Giulia Tramontano, non è stato riconosciuto il reato di premeditazione. Genitori in lacrime.

Alessandro Impagnatiello, ergastolo confermato in Appello: «Non c'è premeditazione, ma crudeltà». Genitori in lacrime
Alessandro Impagnatiello, ergastolo confermato in Appello: «Non c’è premeditazione, ma…

Alessandro Impagnatiello, l’ex barman accusato dell’omicidio della fidanzata Giulia Tramontano, ha visto confermata in Appello la condanna all’ergastolo. La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha escluso l’aggravante della premeditazione, ma ha riconosciuto la crudeltà e il rapporto di convivenza. La sentenza, letta davanti alle telecamere, ha lasciato i genitori di Giulia in lacrime. La madre, Loredana Femiano, ha pubblicato una foto della famiglia al completo, con un messaggio che dice «Cinque per sempre». La sorella di Giulia, Chiara Tramontano, ha espresso disapprovazione su Instagram, accusando lo Stato di non riconoscere la premeditazione.

La difesa chiede l’esclusione delle aggravanti

L’avvocata Giulia Geradini, difensore di Impagnatiello, ha sottolineato che la premeditazione non è stata dimostrata. La difesa ha chiesto di escludere le aggravanti legate alla crudeltà e alla premeditazione, sostenendo che l’omicidio non è stato pianificato. L’ex barman, accusato di omicidio volontario pluriaggravato, procurato aborto e occultamento di cadavere, ha confessato di aver ucciso Giulia Tramontano con 37 coltellate il 27 maggio 2023. La difesa ha sottolineato che l’uomo ha agito in modo «maldestra» e «autosabotante», ma non premeditato.

La Procura chiede conferma della pena massima

La Procura Generale ha ribadito la richiesta di ergastolo, sostenendo che l’omicidio è stato pianificato e che la crudeltà è stata dimostrata. La sostituta procuratrice generale Maria Pia Gualtieri ha spiegato che Impagnatiello ha atteso Giulia alla porta e l’ha colpita di spalle senza darle modo di discutere. Ha anche spostato il divano e il tappeto per evitare tracce ematiche, confermando la premeditazione. La difesa ha però sottolineato che non ci sono elementi per parlare di premeditazione, né di dire con certezza da quanto tempo veniva somministrato il topicida.

La famiglia della vittima: dolore e disapprovazione

I genitori di Giulia Tramontano, Franco Tramontano e Loredana Femiano, hanno lasciato l’aula provati dal dolore. La madre ha detto «Preferiamo non dire nulla», mentre il padre ha espresso disapprovazione per la mancanza di riconoscimento della premeditazione. La sorella di Giulia, Chiara Tramontano, ha scritto su Instagram: «Vergogna, vergogna. La chiamano legge ma si legge disgusto». Ha accusato lo Stato di non riconoscere la verità e di uccidere due volte, con riferimento al figlio Thiago che portava in grembo.

La sentenza è arrivata dopo due ore di camera di consiglio e ha confermato l’ergastolo per Impagnatiello, ma ha escluso l’aggravante della premeditazione. La Corte si è riservata sulla giustizia riparativa, che potrebbe permettere a Impagnatiello di iniziare un percorso di risarcimento. La difesa ha sottolineato che l’uomo ha espresso scuse alla famiglia e ha intenzione di risarcire i danni. La famiglia, però, non ha espresso il consenso al percorso di giustizia riparativa.