Riccardo Bossi, figlio di Umberto, arrestato per truffa e uso indebito del Reddito di cittadinanza
Riccardo Bossi, figlio di Umberto, arrestato per truffa e uso indebito del Reddito di cittadinanza
Riccardo Bossi, figlio del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato arrestato e posto in carcere per l’accumulo delle pene dopo una serie di condanne. L’arresto, eseguito ieri a Busto Arsizio in provincia di Varese, è avvenuto in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene per un totale di 5 anni e 9 mesi. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore Carlo Nocerino e eseguito dai carabinieri, che hanno raggiunto Bossi nella sua casa e lo hanno portato nel carcere di Busto Arsizio.
Le accuse e le condanne
Le condanne riguardano fatti del 2011 e 2020 per i reati di appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. Tra i reati più recenti, è stata condannata la percezione indebita del sussidio per l’affitto di un appartamento, dal quale Bossi era stato sfrattato per morosità nel 2019. Per questo, nel gennaio 2025, il tribunale di Busto Arsizio lo ha condannato a due anni e sei mesi e al pagamento di 15mila euro all’Inps. Un’altra condanna, emessa nel 2025, riguarda i maltrattamenti nei confronti della madre, per fatti risalenti al 2016. La condanna è di un anno e quattro mesi. Esclusa dal conto, invece, è la condanna per maltrattamenti alla madre, che è stata esclusa dal cumulo delle pene.
Un passato giudiziario complesso
Riccardo Bossi, nato nel 1979, è il primogenito di Umberto Bossi e della prima moglie Gigliola Guidali. Dopo un breve periodo nel mondo della politica, come collaboratore dell’eurodeputato Francesco Speroni e poi di Matteo Salvini, ha scelto di dedicarsi all’imprenditoria. Il suo nome, però, è legato a diverse vicende giudiziarie che lo hanno visto protagonista. La più famosa riguarda la condanna, nel marzo 2016, a un anno e otto mesi per appropriazione indebita aggravata per aver usato fondi della Lega Nord per spese personali, tra cui debiti, noleggi d’auto, il mantenimento dell’ex moglie e perfino il veterinario per il cane. L’indagine aveva coinvolto anche il fratello Renzo e il padre Umberto, condannati in primo grado e poi prosciolti in appello, con decisione confermata dalla Cassazione.
Quello stesso anno, Bossi è stato condannato a dieci mesi per non aver mai saldato a una gioielleria un debito di circa 20mila euro per un Rolex e alcuni gioielli di Bulgari. Le condanne, sebbene diverse, hanno portato a un accumulo di pene che ha portato all’arresto e al carcere. La vicenda, sebbene non abbia trovato un epilogo definitivo, ha messo in luce un passato giudiziario complesso e una serie di fatti che hanno portato a una condanna definitiva.
